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Italia Oggi

Montresor va a Est tra export e vino bio ... Business in Romania, Cina e India... Dal prossimo anno la Cantine Giacomo Montresor inizierà a produrre vino biologico e lo farà grazie a 150 ettari acquisiti in Romania, vicino al Mar Rosso, un vastissimo appezzamento di terreno trascurato dall’ex regime romeno nonostante fosse e sia fertilissimo. Non bastasse la Montresor incrementerà l’estero puntando su Cina e India dopo il successo ottenuto in Vietnam.
L’azienda veronese, che produce vini che vanno dall’Amarone al Valpolicella, dal Lugana al Pinot Grigio e una serie di vini regionali grazie a molte, piccole ma fattive aziende sparse un po’ in tutta Italia, acquisite nel tempo, integrerà così la propria produzione che, nel 2008, ha portato ad una crescita del 10% del fatturato rispetto ai 25 milioni di euro dell’anno precedente. “Grazie ai vitigni che abbiamo in Romania”, dice Paolo Montresor, che con il fratello Giorgio porta avanti l’azienda di famiglia, “siamo in gradi di produrre vini biologici. I 150 ettari interessati, all’interno di una proprietà di 700 ettari acquisita con altri soci, costituiscono per noi un ottimo investimento. La terra romena è fertilissima, una specie dì paradiso terrestre e ci fornirà vini davvero speciali. Questo senza dimenticare che è una nazione in forte espansione. In Romania, è vero, non esiste. mano d’opera. Gli uomini sono tutti emigrati ed è l’unico problema che stiamo cercando di ovviare, Montresor, che distribuisce in Italia lo champagne De Venose e produce “Brodo di Giuggiole”, un liquore particolare presente anche in versione crema e nei cioccolatini, è molto impegnata anche nell’export. Oltre ai mercati tradizionali, dall’Europa agli Stati Uniti, al Canada, l’azienda veneta punterà molto sull’area asiatica. “Abbiamo conquistato il Vietnam”, conclude Paolo Montresor, “con lo spumante Regina Nera ed ora guardiamo alla Cina e all’india mentre in Europa ci allargheremo all’area scandinava. Stiamo iniziando, a partire da Shangai, a preporre i nostri vini sul mercato cinese che, pur essendo oggi prematuro, resta uno dei mercati del futuro.

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