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Italia Oggi

Caviro: maxi-centrale termica e più energia dalle vinacce ... L’attenzione all’ambiente è uno degli strumenti su cui Caviro (280 milioni di euro di fatturato nell’esercizio 2007-2008) fa e farà sempre più leva per migliorare la sua competitività sul mercato. Proprio grazie alla scelta di produrre energia termica ed elettrica dalle vinacce (l’azienda ne ritira circa 100 mila tons l’anno, pari al 15% di quelle prodotte in Italia) e dal biogas ottenuto dalla fermentazione dei residui della lavorazione dei mosti, della feccia e di altri scarti della produzione di alcol e zucchero d’uva, d’altronde, lo stabilimento faentino di Caviro ha finora beneficiato di un risparmio annuo sulla bolletta energetica stimabile in 5 milioni di euro. “A oggi”, spiega Sergio Dagnino, direttore generale di Caviro, “il nostro stabilimento è autosufficiente al 90% quanto a produzione dell’energia termica necessaria per portare avanti le lavorazioni e al 100% in fatto di fabbisogno d’energia elettrica. Con l’entrata in attività nei primi mesi del 2010 della nuova centrale termica, per la quale abbiamo stanziato un investimento di 40 milioni di euro, potremo per incrementare sensibilmente la nostra produzione energetica e sostanzialmente invertire il rapporto fra energia autoprodotta impiegata, oggi l’80%, e immessa in rete, al momento il 20%. L’anno prossimo contiamo infatti di arrivare a vendere il 70% dell’energia prodotta”. L’attenzione all’ambiente di Caviro si esplica altresì nel controllo delle emissioni di C02 nell’ambiente, frutto non soltanto dell’impiego di fonti rinnovabili per la produzione energetica, ma anche della scelta di sostituire il vetro con il Tetrapak. “Una scelta”, sottolinea Dagnino, “di cui beneficia il consumatore in termini di minor peso della confezione, ma soprattutto l’ambiente. Se infatti impiegassimo il vetro e non il Tetrapak per confezionare i circa 10 milioni di litri di Tavernello che produciamo l’anno, per trasportare fino al nostro stabilimento le confezioni vuote sarebbe necessario un numero di camion di 23 volte superiore. In concreto parliamo di 5 mila camion in meno l’anno sulle strade”.

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