02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

Italia Oggi

Brunellopoli finisce solo ora ... Incidente probatorio per Frescobaldi e Argiano. Biondi Santi e Coldorcia indenni... L’inchiesta esplosa un anno fa si chiude il 10 aprile... A un anno distanza dall’esplosione del caso, “Brunellopoli” arriverà a conclusione. Il 10 aprile è, infatti, prevista la conclusione delle indagini. A mettere la parola fine sull’inchiesta, l’ultimo incidente probatorio con due delle aziende coinvolte, quella dei Frescobaldi e quella di Argiano, che potrebbero scegliere di andare a processo. Per tutte le altre, 97 tra aziende e persone coinvolte, il caso si è chiuso con la richiesta di patteggiamento, ovvero con l’applicazione della pena su richiesta delle parti. Che, al di là di pene applicate agli indagati, ha significato che il Brunello 2003 è stato declassato a vino Igt toscano. Due sole, invece, le aziende uscite pulite dall’inchiesta. Biondi Santi e Coldorcia di Francesco Marone Cinzano, presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino all’epoca dell’inizio del caso, sono risultate essere completamente estranee ai fatti.

L’ipotesi di reato che ha mosso l’inchiesta senese è quella di frode in commercio. A far scattare sigilli e sequestri il fatto che per produrre Brunello non sarebbe stato utilizzato soltanto Sangiovese in purezza, al 100%, come prevede il rigido disciplinare del
Consorzio, ma sarebbero state fatte aggiunte di uvaggi internazionali, Cabernet e Merlot per ammorbidirne il gusto e renderlo più consono ai palati dei consumatori stranieri. È su questo che ha lavorato il sostituto procuratore della Repubblica di Siena, Mario Formisano, aiutato nelle indagini dalla Guardia di finanza, degli ispettori dell’Icq di Firenze e dai carabinieri del Nas. Sono state effettuate perquisizioni presso le aziende e presso le abitazioni private, sono stati acquisiti documenti e analisi presso il Consorzio, sono stati ispezionati vigneti e fotografati terreni e impianti. Complessivamente sono stati sequestrati 6,5 milioni di litri di Brunello e 700 mila litri di Rosso, vino in parte poi dissequestrato perché le aziende hanno accettato il declassamento a Igt toscano di 1,1 milioni di litri di Brunello e di 450 mila litri di Rosso in seguito alla richiesta di patteggiamento viste le prove evidenti in mano alla Procura. E 1,1 milioni di litri significano circa 1,5 milioni di bottiglie che, con un prezzo medio di 30 euro a bottiglia, significa un valore di 45 milioni di euro.

Per arrivare alle conclusioni sulla presenza di uve diverse dal solo Sangiovese “grosso”, la Procura si è avvalsa delle analisi, effettuate dallo Studio Enosis
Meraviglia di Cuccare in provincia di Alessandria, sulla composizione degli antociani. Analisi che sono diventate prove e che hanno invitato i produttori a ricorrere al patteggiamento. Ovvero ad accettare il declassamento del Brunello e poter ottenere il dissequestro del vino che poi è stato messo sul commercio come Igt. In parallelo all’inchiesta sulla frode in commercio è stata avviata un’indagine su alcuni consulenti e ispettori del Consorzio del Brunello finiti nei guai per falso ideologico, per aver cioè dichiarato di aver fatto controlli senza averli fatti. Anche per loro l’inchiesta si chiuderà il 10 aprile visto che è stato preferito non stralciare la loro posizione dal resto delle indagini che ha prodotto 20 faldoni di carte. Per gli ispettori si profila la richiesta di rinvio a giudizio. A dare il via a Brunellopoli la denuncia di produttori che segnalavano violazioni del disciplinare da parte di alcuni loro colleghi. Anche il Consorzio di tutela si era mosso e aveva scoperto, denunciandolo, che in alcune vigne non c’era soltanto vitigni di Sangiovese. Sui 1.667 ettari a Brunello era stata rilevata difformità in 17 ettari, poco più dell’1%. Conseguenza dell’indagine della magistratura, a maggio 2008, il blocco delle importazioni Usa da parte dell’Attb. Una situazione risolta con gran sollievo a luglio, il mercato statunitense assorbe il 25% dell’export del vino ilcinese, con l’intervento del ministro Luca Zaia che rassicurò gli americani sulla qualità del Brunello.

Copyright © 2000/2018


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2018

Pubblicato su

Altri articoli