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Italia Oggi

L’Inea: imprese piemontesi esempio da seguire ... Le imprese vitivinicole piemontesi, un esempio da seguire. Performance di reddito superiori alla media Europea e italiana, indici di efficienza, di produttività del fattore terra e del lavoro di tutto rilievo e contenuta incidenza dei costi. Insomma, secondo lo studio realizzato dall’Inea dal titolo “La competitività delle aziende vitivinicole piemontesi”, queste ultime sono, indubbiamente, un modello da imitare. Non solo dai viticoltori del Bel paese, ma anche dai cugini l’oltralpe. Lo studio, infatti, ha preso come riferimento tre importanti regioni vinicole italiane (Sicilia, Veneto e Toscana) e due francesi (Borgogna e Aquitania). L’indice su cui si basa l’analisi è quello della competitività aziendale, vale a dire la produttività dei ricavi, stimato rapportando il prodotto netto con la produzione lorda vendibile (Plv). Questo indica la capacità di sviluppare nuova ricchezza da parte dell’impresa, distribuita in quattro voci : gli interessi sul capitale (d’esercizio e fondiario), il beneficio fondiario, il lavoro (sia esso familiare o salariato) e i profitti. Inoltre, dato che la competitività non può essere un carattere assoluto, la valutazione finale è stata costruita raffrontando i valori delle imprese piemontesi rispetto alla media comunitaria e di tre regioni italiane. I risultati, come anticipato, sono interessanti. Secondo le informazioni della Rete di informazione contabile agricola europea (Fadn), emerge, infatti, che il Piemonte quanto a superfici disponibili e manodopera impegnata si trova sotto la media comunitaria e ha dotazioni decisamente inferiori rispetto alle regioni francesi. Va comunque sottolineato che gli indicatori economici delle regioni francesi (191.046 euro per l’Aquitania e 213.493 euro per la Borgogna) e della Toscana (178.870 euro), per l’Italia, risultano largamente superiori rispetto alla media delle regioni italiane considerate (fra i 60 mila ed i 28 mila ), soprattutto per quanto riguarda i ricavi (Plv) . Questi ultimi registrano, infatti, uno 0,68 a favore delle aziende piemontesi, decisamente più alto della media europea che si assesta su di un valore di 0,54 e delle regioni italiane scelte a campione, che vedono in testa il veneto con 0,56, seguito dalla Toscana con 0,50 e dalla Sicilia con 0,46. Altro aspetto da considerare è il ruolo del comparto vitivinicolo all’interno del comparto agricolo regionale, che, per il Piemonte segna ancora un valore positivo.

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