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Italia Oggi

Milano rilancia Tuttofood ... Via alla rassegna. Zaia: obbligo d’origine sui cibi... Iniziata ieri la fiera agroalimentare. Formigoni: crescerà forte in vista dell’Expo... I1 riconoscimento dell’Igp per l’aceto balsamico di Modena, prodotto simbolo del made in Italy all’estero. E l’impegno a varare, entro l’estate, i decreti attuativi dell’articolo 6 del disegno di legge per il rafforzamento della competitivita del settore agroalimentare. Che introduce l’indicazione obbligatoria d’origine sull’etichetta dei prodotti alimentari. Sono le due novità che il ministro alle politiche agricole, Luca Zaia, ha annunciato ieri mattina a Milano, nel corso della cerimonia d’inaugurazione di Tuttofood, il salone dell’alimentare che resterà aperto fino a sabato, nel quartiere fieristico di Rho-Pero.
“La manifestazione (giunta alla sua seconda edizione, ndr) rappresenta a pieno titolo il contesto dell’agroalimentare italiano, anche per i numeri che sa esprimere”, ha detto il ministro. Numeri che Enrico Razzali, amministratore delegato di Fiera Milano, ha tenuto a sottolineare. Rispetto all’edizione 2007, Tuttofood è cresciuta nel numero di espositori, che hanno superato le 1.500 unità, pari a un +21,9%. E la fiera ha guadagnato anche un appeal internazionale. Gli espositori stranieri sono infatti 234 in quest’edizione, il 15% del totale e il 30,9% in più rispetto al 2007. Raddoppiata anche la superficie espositiva, che ha raggiunto i 74 mila mq, suddivisi su quattro grandi padiglioni. Una manifestazione business to business, insomma, che Fiera Milano ambisce a portare al rango delle due mostre continentali di più consolidata tradizione: il Sial di Parigi e l’Amiga di Colonia. E che intende far sinergia con altre iniziative fieristiche del comparto: il Cibus di Parma e il Vinitaly di Verona. Tuttofood ha, in questa missione, il pieno appoggio della regione Lombardia. Lo stesso presidente Roberto Formigoni, ieri ha espresso in un messaggio “l’auspicio che Tuttofood diventi negli anni che ci separano dalI’Expò Universale un punto di riferimento per l’agroalimentare italiano e internazionale”. Del resto, il settore agroalimentare è strategico per l’Italia, viste le sue dimensioni: con un fatturato 2008 di 119 mld di euro (il 5% in più rispetto ai 113 miliardi del 2007) si pone al secondo posto tra i settori industriali, dopo il metalmeccanico. E l’export che il settore esprime non è da poco: ben 25,8 miliardi di euro, per il 63% riconducibili proprio al made in Italy, ossia ai 4.500 prodotti tipici, di cui 176 dop e igp e oltre 500 doc nei vini. Da qui “l’impegno del governo sia nella lotta alla contraffazione del made in Italy nel mondo (che equivale a 52 miliardi di vendite sottratte alle aziende italiane, in base a stime di Federalimentare) sia per garantire la sicurezza alimentare mantenendo e intensificando l’attività di controllo”, ha spiegato Zaia. Attività che negli ultimi mesi hanno portato a una serie di importanti sequestri, come 340 tonnellate di falsi pomodori San Marzano, 150 mila bottiglie di finto Amarone, 1.000 tonnellate di latte alla melanina e 50 tonnellate di latte introdotte illegalmente
in Italia dalla Germania, “il ddl sull’origine obbligatoria in etichetta”, ha dichiarato altalia Oggi il ministro Luca Zaia, “ci aiuterà a difendere i nostri prodotti nei 27 paesi europei, il più grande mercato al mondo. Quanto al resto del mondo, in sede Wto, quindi di Doha round, chiederemo con forza maggior impegno nel contrastare l’agropirateria. Non è possibile che nove prodotti su dieci in commercio siano falsi prodotti tipici italiani”. Forte sarà poi l’impegno di Buonitalia per valorizzare al meglio il made in Italy nel mondo. Lo ha spiegato a ItaliaOggi il suo presidente, Walter Brunello, a margine della tavola rotonda Tuttofood: “Ci impegneremo a far capire a operatori e istituzioni locali che occorre far squadra, che da soli non si va da nessuna parte. L’Italia è come un diamante di grande valore per le sue sfaccettature. Quest’anno portiamo il made in Italy in Giappone, Usa e Russia, Buonitalia fungerà poi da cabina di regia della presenza italiana all’export di Shanghai 2010”. Tutto bene, insomma, se non fosse che il ddl sull’etichettatura d’origine, calendarizzato ieri mattina per il voto in aula al senato, è stato rinviato a data da destinarsi dalla conferenza capigruppo...

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