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Italia Oggi

Primitivo, balcanico e pure nobile! ... L’emigrante vino di Manduria, da principe del taglio a Docg... Precoce in maturazione, quel vitigno che fu dote per un matrimonio tra sangue blu oggi è al riscatto... In primis l’origine era incerta. Oggi con il Dna e le molte ricerche intraprese possiamo di certo affermare che il grande vitigno Primitivo di Manduria, al pari dello Zinfandel presente in California, proviene storicamente dai Balcani. Altre testimonianze scritte e documentate raccontano che a fine ’800 la contessine di Altamura, andando in sposa a un signorotto di Manduria, portò in dote alcune barbatelle dell’omonimo vitigno. Altresì un secolo prima il primicerio Don Francesco Filippo chiamò questo vitigno, presente in una proprietà di Gioia del Colle, primitivo per la sua tendenza ad essere particolarmente precoce in fase di maturazione. Tali condizioni si realizzano per le peculiarità di questo habitat pugliese, il terreno, il microclima e una fattezza organolettica che ha portato per anni questo vino ad essere utilizzato e apprezzato dalle regioni enologiche del centro e nord Italia come il “principe dei vini da taglio”. Contribuiva, e non poco, a migliorare la struttura dei vini che per una serie di condizioni climatiche non raggiungevano un equilibrio e una potenza adeguata ai livelli professionali per l’esportazione.
I grandi enologi della Toscana, del Piemonte e dell’Umbria a denti stretti accennavano alla possibilità che i grandi rossi che varcavano gli oceani e presenti sulle tavole di ben noti ristoranti erano tagliati con vini portentosi provenienti dal Mezzogiorno d’Italia e dalle Isole. Era il vino che emigrava al nord per fare grandi i nomi e rafforzare il marchio del casato, spesso nobiliare, le case vinicole... per affrontare al meglio l’export. Poi la ricerca sui cloni e sui vitigni autoctoni
ha reso tale necessità meno impellente fin quasi ad annullarsi, tanto che molti grandi imprenditori vitivinicoli, conoscendo la bontà di questi vini, hanno investito direttamente nei vigneti di questa terra benedetta. Oggi l’enologia pugliese ha fatto passi da gigante e il Primitivo di Manduria non solo varca gli Appennini se non imbottigliato, quanto con il valore aggiunto
della denominazione di origine e, dalla prossima vendemmia, il traguardo della “garantita” con alcune migliorie. Un vino, un vitigno: il Primitivo. Zona di produzione diversi comuni della provincia di Taranto e alcuni della provincia di Brindisi. I terreni per poter esser qualificati idonei alla produzione del Primitivo devono essere di roccia tufacea, poggiati su strato di argilla. La resa massima di uva per ettaro, in confronto alle alte produzione di un tempo, è stata contenuta nel disciplinare di produzione a non più di 90 qt/ha. Lo possiamo ritrovare in una serie di tipologie, sia come vino tranquillo che nella tipologia dolce naturale, che liquoroso naturale e secco: con la Docg l’ultima tipologia non sarà più presente. Tutto ciò influisce sulla gradazione alcolica e sulle procedure di trasformazione delle uve. Comunque il grado alcolico minimo è di 15° ad attestare una struttura e una potenza fuori dal comune nelle tipologie amabili e di 13,5 per il prodotto da invecchiamento. Il
Primitivo nella tipologia liquoroso deve invecchiare per un periodo obbligatorio di almeno due anni. Il Primitivo di Manduria si presenta con una serie di sfumature e un’armonia di colori e di sapori senza eguali. Un rosso intenso che con il passare degli anni si trasforma in un violaceo vellutato e corposo. Una potenza organolettica che fa sì che ai più sia conosciuto come il vino più rosso d’Italia, il più denso, il più scuro. Potenza che si coniuga con morbidezza e nobiltà dei suoi tannini. Un vitigno che contrariamente a quanto si pensi non ama particolarmente la calura e il sole diretto. Un vitigno potente nella struttura ma delicato nella coltivazione: ama le pendici collinari esposte a levante piuttosto che a mezzogiorno e non ama i periodi di siccità prolungata. Un vitigno che ama la mezz’ombra (a tutela anche della buccia degli acini particolarmente gracile e sensibile) un po’ come certe ortensie e nonostante le condizioni particolari presenti in Puglia è così esteso da occupare migliaia di ettari e non solo nell’area di origine storica. Un Primitivo che viene raccolto prima ma che nel nome non può che ricondursi all’antica origine dello storico popolo dei Messapi, principi in terra di Puglia.

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