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Italia Oggi

Nel Cilento il distretto del biologico ... Tutto è bio dai cibi alle spiagge. L’agricoltore? Guadagna il 20%... Coinvolti 340 aziende e 95 comuni. L’iniziativa nata lì, dove Ancel Keys codificò la dieta mediterranea... Trecentocinquanta aziende coinvolte, 95 comuni interessati. Il Bio-Distretto Cilento è la prima realtà multifunzionale a livello europeo che riesce cioè a mettere in rete i settori agricolo, ma anche quello ambientale, culturale, sociale, eco-turistico ed eno-gastronomico. “Siamo in una zona ad alta vocazione agricola e turistica”, spiega Ignazio Garau, direttore delle Città del Bio, associazione che con Aiab, associazione italiana per l’agricoltura biologica, ha dato vita al distretto campano. “Si tratta di un territorio ancora integro e dove si trovano aziende che allevano bestiame e che producono ortaggi e frutta, vini, olio, conserve, miele e legumi. Proprio a Controne abbiamo dato vita al Cooordinamento delle Città dei Legumi in quanto in Italia esistono ecotipi interessanti, come appunto a Controne dove si producono fagioli bianchi, dalla pelle sottilissima”. Il distretto nasce dove è stata studiata ed è nata la dieta mediterranea. “Ancel Keys che è morto centenario, ha vissuto per 40 anni proprio nel Cilento, dove ha studiato scientificamente, codificato e valorizzato la dieta mediterranea, il mangiare dei contadini poveri a base di prodotti freschi di stagione, verdure, legumi, un po’ pesce e un filo d’olio”. Innanzitutto sono state messe in rete le aziende biologiche, le associazioni di produttori, gli enti che aderiscono al circuito delle Città del bio, la bio-ristorazione, gli operatori eco-turistici e i consumatori. In questo modo il Bio-distretto può realmente incidere sullo sviluppo di flussi turistici qualificati, distribuiti lungo l’intero corso dell’anno e non concentrati nei mesi estivi. Le aziende agricole biologiche (tutte controllate e certificate sulla base di una completa ed articolata normativa comunitaria) e i “Bio-presidi” (esercizi commerciali ed operatori turistici che si impegnano a promuovere le produzioni del bio-distretto) possono contare su una filiera in grado di far apprezzare le tipicità e le bio-eccellenze del territorio. “Proprio in questi giorni sono in corso mercati sul litorale per valorizzare la produzione”, commenta Garau. “Ci sono le biospiaggie, dove la mattina vengono offerti prodotti biologici, mentre nel pomeriggio sono previste escursioni nell’entroterra alla scoperta delle varie realtà”. Si tratta di un modo di vendere prodotti attraverso una filiera che offre opportunità a tutti. “Oggi l’80% dei costi va alla rete distributiva, si guarda al prezzo e non alla qualità. Al produttore viene riconosciuto non più del 15-20% del prezzo di vendita”. “Quello che vogliamo”, conclude il direttore delle Città del Bio, “è arrivare a coinvolgere tutto il territorio, anche i ristoratori. L’offerta della ristorazione deve essere legata alle tipicità del territorio”.

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