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Italia Oggi

Gli incidenti? Per droga e velocità ... Zaia accusa: sinistri causati da farmaci, cocaina e imprudenza... Il ministro alle politiche agricole contro l’idea di portare a zero la soglia di alcol nel sangue di chi guida... Zaia alza il tiro in fatto di incidenti stradali e propone all’opinione pubblica dieci domande, a cui nessuno risponde. Dopo aver detto, nei giorni scorsi, che “bisogna finirla di considerare ubriaco chi beve due bicchieri di vino”, il ministro alle politiche agricole torna sulla polemica sollevata dalla proposta di avere tolleranza zero per chiunque sia “beccato” con quantità, anche infime, di alcol nel sangue mentre è al volante. Oggi, va detto, il limite massimo consentito dalla legge è di 0,5 grammi di alcol per litro di sangue. Una soglia, questa, che piace al titolare di via XX settembre. Per questo, Zaia ha sbarrato la strada a qualsiasi ipotesi di ridurre a zero il tasso alcolemico nel sangue. Ha detto di “non credere nella cultura del proibizionismo”. Ha ribadito che “il limite attuale è ragionevole e stradigerito dall’opinione pubblica”. Che “entro questi livelli si è sobri e in grado di guidare, perché corrispondono a due bicchieri di un vino da non più di 11 gradi”. E ha invitato a “guardare con attenzione alle statistiche sugli incidenti stradali, in base a cui solo il 2,09% degli incidenti è causato da guidatori in stato d’ebbrezza”. Non contento, Zaia ieri ha fatto di più. È passato al contrattacco, ponendo dieci domande all’opinione pubblica, destinate a restare senza risposta. Dieci quesiti, che sono una difesa a spada tratta del vino. Non solo. Sulla sua strada Zaia ha trovato, il sostegno senza se e senza ma di Confagricoltura. Che, per bocca del suo presidente, Federico Vecchioni, ha annunciato “incondizionato appoggio a qualsiasi iniziativa messa in atto dal ministro, perché non vengano rivisti al ribasso i limiti di 0,5 grammi per litro di sangue attualmente previsti come soglia di tolleranza per gli automobilisti”. Comunque, il ministro, nel suo decalogo di domande si chiede “perché, invece di demonizzare il vino, non si dice che tra le cause principali di incidenti stradali ci sono le violazioni del codice della strada, l’eccesso di velocità, la stanchezza e la distrazione, causata spesso dal cellulare e dal fumo, oltre che l’abuso di farmaci?” Per Zaia “sono soprattutto droga e superalcolici, venduti anche in supermercati e imprese di intratteramento notturno, a dare lo sballo e a far perdere il controllo”. Il ministro ricorda che per l’Oms le cause degli schianti sulla strada sono molteplici e collegate tra loro: strade e segnaletica inadeguate, riposo insufficiente, assunzione di farmaci che danno sonnolenza, distrazione. Quindi, Zaia sciorina amaro: “Perché non si dice che è aumentato il consumo di antidepressivi, tranquillanti, antistaminici? Che è aumentato il consumo di cocaina? Che si parla al cellulare mentre si guida?”

Le dieci domande di Zaia... 1. A partire dagli stessi centri di ricerca, sono rari i casi di diffusione di dati relativi alle altre cause di incidenti, in primis l’abuso di farmaci. Perché nessuno dice che il consumo di farmaci è aumentato vertiginosamente, come evidenzia la stessa Federfarma? Perché non si denuncia che solo nel 2007 sono cresciuti del 7,9% i consumi di antidepressivi e del 7,8% di farmaci come gli antistaminici, i sedativi e i tranquillanti?

2. Perché non si inizia a considerare che guidare per ore e ore determina uno stress psicofisico che è causa di molti incidenti?

3. Perché non si è molto più severi sull’uso del cellulare alla guida?

4. Perché, quelle stesse persone che, nel 2007, a proposito del divieto di somministrare dopo le due di notte alcol nei locali notturni, dove si servono soprattutto superalcolici, si fecero paladine delle imprese di intrattenimento notturno, bollando la misura come inefficace e penalizzante, oggi puntano il dito contro le imprese vitivinicole?

5. Perché non dicono che le cause principali di incidenti, come confermano i dati Aci-Istat del 2007, sono il mancato rispetto delle regole di precedenza, del semaforo e dello stop (17,59%); la guida distratta e l’andamento indeciso (15,25%); il mancato rispetto dei limiti di velocità (12,20%); il mancato rispetto della distanza di sicurezza (9,83%)?

6. Perché viene ignorato il fatto che, dal 1991 al 2007, la percentuale di quanti consumano cocaina, droga che dà sensazione di onnipotenza e falsa incolumità, è passata dall’1,3% al 14,2%?

7. Perché nessuno si interroga sul fatto che manchi, in Italia, un divieto di fumo in auto, causa di grande distrazione, e già proibito dal Codice britannico?

8. Perché non si considera che il cattivo stato di manutenzione dell’auto e il mancato uso delle cinture di sicurezza sono causa di esiti particolarmente gravi negli incidenti stradali?

9. Perché, invece di demonizzare il vino, nessuno interviene mai per sollecitare una maggiore attenzione, da parte degli enti locali, alle infrastrutture o alla sognaletica stradale, il miglioramento delle quali, in Germania, ha dato risultati notevoli?

10. I detrattori del vino sostengono che l’alcol, vino compreso, sia la prima causa di incidenti stradali. Perché volutamente tacciono buona parte delle afformazioni dell’Oms, secondo la quale ci sono diversi fattori che possono contribuire al fenomeno degli incidenti stradali: il comportamento e lo stato psicofisico del conducente, l’uso inappropriato di bevande superalcoliche e di farmaci, le condizioni di sicurezza dei veicoli e delle strade, l’uso di sostanze psicotrope, l’uso di telefoni cellulari alla guida e il mancato rispetto delle norme del codice della strada?

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