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Italia Oggi

L’etilometro a tavola ... Proposta shock della Commissione Lavori Pubblici del Senato... Troppi sinistri? Alcol test al ristorante... Bere con moderazione e intelligenza, o repressione dura. La questione del tasso alcolemico torna a tenere banco dopo la proposta della Commissione Lavori Pubblici del Senato di dotare i ristoranti di un etilometro obbligatorio. A far discutere, della proposta del presidente della Commissione, Luigi Grillo (Pdl), e appoggiata in maniera bipartisan, è soprattutto la questione dell’obbligatorietà, che costringerebbe gli esercenti a dotarsi, di apparecchiature, che hanno prezzi da 50-60 euro, per far provare il tasso alcolico ai clienti prima di uscire dal locale. La prima reazione è arrivata dalla Fipe-Confcommercio: “portare gli etilometri nei ristoranti sarebbe inaccettabile per i consumatori. Rendere poi obbligatorio ai clienti il test anti-alcol significherebbe non farli entrare più nei locali. Il ministro alle politiche agricole, Luca Zaia, aveva posto 10 dieci domande a sostegno delle sue affermazioni che “bisogna finirla di considerare ubriaco chi beve
due bicchieri di vino”. Secondo il ministro la causa principale degli incidenti è da ricercare altrove, nell’eccesso di velocità, stanchezza o distrazione, ma anche nelle droghe e nei superalcolici.
L’Istituto Superiore di Sanità stima, ormai da anni, che almeno il 30% degli incidenti sia causato dall’uso di alcol e/o da sostanze stupefacenti. Altre stime indicano che il 20-22% sia causato da eccessiva sonnolenza, dati Università Genova. Infatti, qualora gli effetti negativi dell’alcool sul livello di vigilanza siano associati a sonnolenza eccessiva si registra un effetto moltiplicativo capace di aumentare notevolmente il rischio di incidenti. Livelli di alcolemia non sanzionabili in un autista al massimo livello di vigilanza comportano un elevato rischio di incidentalità in momenti di forte propensione al sonno (ore notturne) o dopo periodi eccessivamente prolungati di veglia.
Per tornare alla proposta della Commissione del Senato, si avanza l’ipotesi di utilizzare apparecchiature che hanno prezzi da 50-60 euro. Ma in questo caso a protestare sono i produttori di alcol-tester. “Si tratta di palmare che hanno caratteristiche di fascia molto bassa, realizzati con tecnologia a semiconduttore che non garantisce precisione e ripetitibilità. Sono poco più che gadget”, dice Michele Colangelo di Draeger Safety Italia, società che fornisce gli alcol test alla Polizia italiana. “Per avere la sicurezza di funzionamento ci si dovrebbe spostare su tecnologia con sensori elettrochimici la cui fascia di prezzo oscilla tra i 500-600.

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