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Italia Oggi

Mosca dichiara guerra alla bottiglia ... Per il presidente Medvedev non è un obiettivo impossibile... L’alcolismo è il più grande flagello della Russia: sta decimando la popolazione del paese... I russi non sanno proprio resistere alla vodka. Un vizio che pare inattaccabile. Sennonché il presidente
della Russia, Dmitri Medvedev, ha detto chiaro e tondo che lo stato deve intervenire per limitare la piaga dell’alcolismo, che rischia di avere pesanti conseguenze sulla sopravvivenza stessa del paese.
I cittadini consumano ogni anno, a testa, 18 litri di alcool puro, più del doppio del livello che l’Organizzazione mondiale della sanità considera pericoloso. Se non si berrà meno, la Russia farà molta fatica a risolvere la propria emergenza demografica: secondo le previsioni, la popolazione scenderà del 20% entro il 2050. L’aspettativa di vita per gli uomini è di soli 60 anni, anche a causa dell’eccessivo consumo di bevande alcoliche. Un organismo che fa capo al Cremlino ha reso noto che 500 mila persone muoiono ogni anno per motivi legati all’alcool. Numeri da capogiro. Di qui l’invettiva del giovane presidente russo che, per la verità, nei giorni del recente G8 all’Aquila era stato fotografato da un sito internet, mentre barcollava ed era retto dagli imbarazzati colleghi Berlusconi e Sarkozy. “Non importa che cosa dice la gente sul fatto che sia troppo radicato nella nostra cultura e che sia praticamente impossibile combattere l’alcolismo”, ha tuonato Medvedev. “Dobbiamo riconoscere che altri paesi hanno avuto successe nei loro sforzi per raggiungere l’obiettivo”. Una strada tutta in salita, comunque: lo ha ammesso senza remore Igor Poludnitsyn, ispettore che ha studiato il fenomeno per diversi anni, dicendo che “è la nostra calamità naturale”.
Molti studiosi concordano sul fatto che bisogna intervenire innanzitutto sul fattore prezzo: la vodka dev’essere molto più cara, e questo si può ottenere facendo lievitare le tasse e chiudendo le distillerie abusive. Proprio quest’ultimo è un tasto dolente. Secondo Aleksandr Nemtsov, membro dell’istituto di ricerca psichiatrico di Mosca e uno dei massimi esperti di alcolismo, non si potrà ottenere risultati soddisfacenti finché non si assesterà un duro colpo alle distillerie senza licenza che producono metà della vodka consumata in Russia e sono protette da ufficiali di polizia corrotti. D’altra parte, ammette Nemtsov senza peli sulla lingua, “il governo non vuole privare la povera gente della vodka a buon mercato, perché è meglio per loro quando la gente è ubriaca. Caterina la Grande diceva che è più facile guidare un pubblico che beve”. Ogni popolo ha bisogno della sua valvola di sfogo, si sa. Togliere la vodka ai russi sarebbe senz’altro salutare, ma non è facile prevedere le reazioni di un’intera popolazione assetata.

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