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Italia Oggi

La Cina importa più Bordeaux degli Usa ... Il 2009 è stato un esercizio a due velocità: recessivo per le economie avanzate, espansivo per i paesi emergenti... La crisi economica ha prodotto i suoi effetti anche elle tendenze e nei valori dei consumi globali del vino più prestigioso e conosciuto al mondo, il Bordeaux. Lo scorso anno la Cina, secondo i dati recentemente resi noti, ha superato per quantità di Bordeaux importato gli Stati Uniti ed è stato il principale consumatore di questo vino francese al di fuori dell’Europa. Una notizia di assoluto rilievo per il business del vino, perché segnala quanto sia già importante ed organizzato il mercato cinese, destinato inevitabilmente a crescere nei prossimi anni. Con 13,5 milioni di litri di Bordeaux, equivalenti a 18 milioni di bottiglie, importanti nel 2009 la Cina ha superato gli Usa come primo paese consumatore al di fuori dell’Europa. Ma in termini di valore, quindi di prezzo medio della bottiglia, quello americano rimane ancora un mercato da 186 milioni di dollari superiore ai 99 milioni di valore importato dai cinesi. Un fatto, il superamento delle importazioni cinesi per quantità di bottiglie, che segnala tanto gli effetti dei diversi cicli economici sulla domanda di vino, recessivo negli Stati Uniti ed in crescita in Cina, quanto l’aumento di interesse per il settore vinicolo da parte del paese più popoloso al mondo. Sicuramente i numeri del 2009 evidenziano come la Cina sia pronta a diventare a breve un mercato di assoluto rilievo anche per il consumo di prodotti enologici. Il problema a Pechino e dintorni, per chi non dispone di un brand già noto come il Bordeaux, è quello di farsi conoscere dal consumatore cinese che sa ancora troppo poco dei diversi vitigni autoctoni e delle varie regioni vinicole. Questo vale soprattutto per la estrema diversità dell’offerta italiana. Comunque sia i numeri del 2009 dell’export del Bordeaux sono interessanti da analizzare. Le importazioni cinesi sono cresciute del 40% in valore e del 97% in volume, segno che tanti cinesi vogliono degustarlo anche se non possono ancora permettersi le bottiglie migliori, mentre la sola Hong Kong ha aumentato le importazioni del 46% in valore e del 24% in volume. Tutt’altra storia per le esportazioni di Bordeaux verso gli Usa e il Regno Unito, due mercati storici di vendita. Le spedizioni verso gli Stati Uniti hanno registrato una contrazione del 44% a 11,6 milioni di litri pari a 15,5 milioni di bottiglie, mentre nel Regno Unito il calo è stato del 33%. Complessivamente nel 2009 la regione bordolese ha esportato vino per 206 milioni di bottiglie per un controvalore di 1,73 miliardi di dollari. Una diminuzione a doppia cifra sia in termini di volume che di valore rispetto al 2008: meno 14% e meno 23%, rispettivamente. Se il consumo del vino più conosciuto e rinomato al mondo può essere utilizzato come un indicatore dell’andamento dell’economia mondiale, allora è possibile dire che il 2009 è davvero stato un esercizio a due velocità. Recessivo e quindi con consumi in calo per i tradizionali paesi consumatori con economie sviluppate, espansivo e con una domanda in crescita per i paesi emergenti. A modo suo anche il mercato internazionale del vino segnala il livellamento progressivo che si sta realizzando a livello di economie globali: crescono i consumi dei nuovi paesi mentre si riorganizzano quelli nei paesi sviluppati. Un processo destinato ad andare avanti nei prossimi anni e che inevitabilmente farà aumentare il ruolo ed il peso in ogni comparto merceologico, compreso il vino, dei cosiddetti Bric, Brasile, Russia, India e Cina, e delle economie analoghe a loro.

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