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Il vino della Nuova Zelanda cresce ... Export su di 10 volte negli ultimi tre anni. Ottimo il rapporto tra qualità e prezzo... La Nuova Zelanda è una regione estrema della geografia mondiale. Produce il vino localizzato più al sud rispetto all’equatore e gode di condizioni climatiche particolari, ricche di escursioni termiche. Montagne alte e innevate durante parte dell’anno su due grandi isole oceaniche fanno la differenza rispetto ai territori tradizionali europei. Per questo in Nuova Zelanda si possono produrre vini pregiati e peculiari come il Sauvignon Blanc e il Pinot Noir. Vini aromatici e ricchi di profumi particolari prodotti prevalentemente nei territori dell’isola più meridionale. Oggi, grazie a questi vini, la Nuova Zelanda, che fino a venti anni fa era poco più di un fornitore di vini neofiti ai consumatori del Regno Unito, è diventato un player di tutto rispetto e valore nel mercato enologico internazionale. Negli ultimi dieci anni la superficie vitata nel paese australe è triplicata, il numero delle imprese vitivinicole è raddoppiato e le esportazioni sono cresciute di ben dieci volte raggiungendo nel 2009 il valore annuo di 700 milioni di dollari. Ovviamente il mercato inglese resta ancora il principale mercato di esportazione dei vini neozelandesi, ma nel frattempo gli Stati Uniti sono diventati un mercato assai importante: il terzo al mondo. Ai consumatori americani piacciono e molto i vini base della Nuova Zelanda. Il Pinot nero, in particolare, ha saputo guadagnarsi una visibilità precisa tra i consumatori americani che gradiscono questo particolare vitigno molto coltivato anche nella California del nord e nell’Oregon. Tre aspetti dell’offerta vinicola neozelandese vanno sottolineati. Primo, la quasi totalità dei vini, il 90% nell’ultimo anno, usano tappi a vite e non più di sughero. La novità è stata introdotta fin dal 2001, per ragioni economiche e per il controllo della qualità batteriologica del vino, ed ha saputo coinvolgere praticamente tutti i vini commercializzati, inclusi molti di quelli più preziosi. L’offerta della Nuova Zelanda sta in qualche modo abituando il consumatore mondiale a convivere con vini che non si stappano più ma che vengono aperti svitando un tappo di metallo. Si tratta di una soluzione che presto, causa anche scarsità del sughero, potrebbe interessare i vini europei. Poi, l’isola australe è anche il produttore più avanti nell’implementare politiche di produzione vinicola sostenibile. La Nuova Zelanda è il primo paese al mondo ad aver dichiarato di voler certificare il 100% della propria produzione come ecosostenibile entro la fine del 2012. Infine, i vini neozelandesi vantano un ottimo rapporto qualità prezzo. I due terzi dei vini di qualità, quelli cioè premiati con i punteggi elevati nelle varie guide internazionali, sono venduti a meno di 30 dollari alla bottiglia sugli scaffali americani. Un indubbio vantaggio competitivo rispetto a vitigni analoghi prodotti nel vecchio mondo enologico. La Nuova Zelanda è un paese agricolo che ha affrontato l’avventura del vino con estrema serietà e professionalità. Oggi è un sicuro protagonista della scena vinicola internazionale con prodotti affermati e di qualità. Soprattutto il suo brand è conosciuto dai consumatori dei mercati emergenti. Senza dimenticare il fatto che la Nuova Zelanda è geograficamente vicina all’Asia, cioè alla regione che probabilmente più di ogni altra incrementerà i consumi di vino per abitante nei prossimi anni. Per un consumatore cinese un buon vino neozelandese ad un prezzo interessante può rappresentare una indubbia opportunità di acquisto.

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