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Italia Oggi

… Ma sul mercato americano soffrono i vini di fascia alta… Tra un bicchiere di vino bianco o nero e un assaggio di Grana padano, al Vinitaly di New York si impara a vendere e ad affermarsi nel mercato vinicolo. Protagoniste le cantine. Quest’anno l’appuntamento ha cambiato formula. Parola d’ordine: la formazione. Seminari e tour nelle enoteche newyorkesi erano a disposizione per le aziende vinicole, che intendono sfondare negli Usa. Quali strategie marketing da utilizzare, i suggerimenti degli esportatori di successo, come sopravvivere alla competitività usando twitter e facebook, e tutte le leggi americane sul vino: questi i punti salienti affrontati. Le considerazioni, così come i dati emersi dagli incontri, portano a visualizzare un reale incremento della vendita di vino italiano negli States. Basti pensare che si contano 13.400 vini e distillati in tutto il mondo; di essi ben 2 mila etichette vendono a New York. “il mercato vinicolo Usa è decisamente in ripresa sul 2009”, ha spiegato Ettore Nicoletto, chef esecutive officer di Santa Margherita, produttore e responsabile del boom del Pinot Grigio in America. “Ma non sappiamo per quanto tempa L’anno scorso”, ha aggiunto, “abbiamo subito lo stocking (stoccaggio, ndr) e la conseguente penalizzazione delle spedizioni dall’Italia. Ora, posso affermare che c’è elevata richiesta di vino di fascia media, 10-15 dollari a bottiglia. Più faticosa, invece, la vendita di vini di alta fascia. II Pinot grigio, l’Amarone e il Chianti si distinguono con buoni numeri. “Il momento non è brillante peri vini di fascia premium”, ha aggiunto Piero Antinori, presidente dell’Istituto Grandi Marchi e dell’omonima azienda, “ma aleggia una sensazione di spumeggiante dinamicità. Passato il momento più duro sarà inevitabile che i vini di fascia alta confermeranno la posizione che gli spetta. Positivo invece, il parere di Francesco Zonin, vicepresidente di Casa Vinicola Zonin, azienda che importa e produce vino anche negli Stati Uniti. Zonin evidenzia una crescita in controtendenza: dai 4 milioni di dollari del 2004 ai 35 milioni di dollari nel 2010. A governare il successo, il Prosecco; seguono i vini rossi e bianchi di fascia media, con un costo variabile tra i 12.99 e i 18.99 dollari. Infine, il sentiment degli imprenditori, più piccoli, accorsi all’Eataly: molti sono rimasti positivamente colpiti dalla risposta degli americani. E dalla passione che dimostrano verso cultura e vino italiano. E i buyer e i degustatori? Interessati all’acquisto i primi, intervenuti in massa i secondi. Complice, dicono, il teatro gastronomico perfetto in cui si sono trovati per la prima volta.

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