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Italia Oggi

Il vino va alla conquista del Bric … Martedì, a Roma, l’incontro di approfondimento della Confagricoltura con i produttori … Vecchioni: servono promozione, marketing e tanta qualità … Focus di Confagricoltura sul vino. L’incontro di approfondimento si terrà a Roma, a Palazzo Della Valle, martedì prossimo (alle ore 15) e servirà per analizzare struttura e prospettive di mercato del settore e l’efficienza degli strumenti normativi che lo riguardano. “Il vino”, dice il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni, “è un prodotto simbolo dello “stile Italia” nel mondo; è la, prima voce dell’export alimentare italiano, con 3,5 miliardi di euro come valore dell’esportazione. Ha una grande responsabilità, perché deve fare da traino al made in Italy alimentare”. Il futuro del settore vitivinicolo indubbiamente è sempre più legato all’export; va sottolineato che in linea generale gli scambi sono aumentati e le esportazioni sono cresciute anche in valore. In tale ottica va studiato quale deve essere l’immagine all’estero del nostro prodotto, come avvicinare e conquistare i consumatori stranieri. L’analisi non può prescindere dai nuovi mercati che si profilano in presenza di una costante crescita del consumo di vino nei Paesi emergenti, a cominciare dai BRIC (Brasile, Russia, India e Cina). Da un lato cresce - e deve ulteriormente aumentare - la quota di export. Dall’altro c’è il dato dei consumi interni che deve far riflettere. In Italia si calcola un consumo pro capito di 43 litri di vino con la prospettiva di scendere sotto i 40 nel 2015. Dati molto lontani dai 55 litri del 1995. Insomma, si beve di meno in quantità, ma di più in qualità o almeno questo è l’auspicio. Però Confagricoltura ci tiene che il. vino non venga “criminalizzato” nelle giuste campagne anti-alcol. Il “bere responsabile”; insomma non va confuso il consumo moderato con l’abuso di alcol. Il vino - con il suo bagaglio di cultura, con le sue connessioni con il territorio, le tradizioni, la “storia” - deve raggiungere i giovani. Federico Vecchioni aggiunge: “Possiamo dire che il vino deve “svecchiarsi”. Ed un diverso approccio con esso di fasce di consumatori di 30-40 anni interessa molto la nostra Organizzazione”. E una riflessione non mancherà, nell’incontro di approfondimento di Confagricoltura, su come deve effettuarsi la crescita qualitativa oltre che quantitativa del vino italiano. Altro discorso importante, e strettamente connesso al discorso sulla qualità, è quello sull’Ocm Vino, sulle misure «migliorative» a cui non sempre vi è stata l’adesione auspicata da parte delle imprese. Gli investimenti, le innovazioni, i miglioramenti sono fondamentali per crescere e competere; perché non sempre si sono colte le opportunità che vi sono? In alcuni casi, per le misure cofinanziate,hanno inciso le difficoltà di accesso al eredito o il valore assoluto dell’aiuto; in altri casi, le difficoltà legate alle modalità applicative che andrebbero meglio ricalibrate. E rilevante, inoltre, trovare adeguate alternative alle misure in “phasing out” (sostegno transitorio per le spese strutturali) che sono ritenute non “qualificanti” per il settore. C’è poi da dire che, in periodi di crisi, le aziende tendono a ridurre, inevitabilmente, gli investimenti. Si impegnano a mantenere le quote di mercato, insomma a delimitare i “danni”. “Come imprenditdri”, conclude Federico Vecchioni, “abbiamo il dovere di essere ottimisti, di guardare con fiducia al futuro. Le buone performance del vino all’estero, che avvengono nonostante tutto, ci devono spingere a non tirare i remi in barca ma a impegnarci, a investire, a cercare le nuove opportunità che pur ci sono. Con il nostro incontro vogliamo dare anche un’iniezione di fiducia”.

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