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Italia Oggi

O è super o non va Brunello condannato alle 5 stelle ... Polemica tra i produttori sul ripetersi di annate del secolo... Se il Brunello non ha cinque stelle non si riesce a venderlo”. La frase, pronunciata a mezza voce, circola da tempo a Montalcino, tra i produttori di Brunello. Negli ultimi tempi le annate sono tutte a cinque stelle, o minimo quattro, e spesso vengono definite annate del secolo. Anche quest’anno è stata così. Ma questo non piace ai produttori. Francesco Marone Cinzano, ex presidente del Consorzio, aveva addirittura proposto di cambiare le regole. “Se va sempre tutto bene, tutto benissimo si rischia di perdere il significato delle stelle. Mi ricordo, da presidente, che per l’annata 2007 non ero d’accordo sulle 5 stelle e chiesi di ridiscutere l’assegnazione e la valutazione”. La proposta di Marone Cinzano poggia su metodi più attenti. “La valutazione andrebbe fatta in occasione dell’uscita del Rosso, ad un anno dalla vendemmia quando hanno fatto anche un po’ di legno. E non tre mesi dopo come avviene adesso, con i vini giovani, non ancora sfecciati, in fermentazione malolattica, insomma non ancora finiti. Sarebbe una valutazione più attenta”. Inoltre, conclude, “si dovrebbe ampliare la gamma a sette stelle, avere una maggior flessibilità e dare le sette stelle davvero alle annate del secolo”. Anche Renzo Cotarella, a.d. gruppo Antinori, sostiene che si debba trovare un metro diverso. “Se sono sempre annate a cinque stelle di si rischia di perdere il valore del riconoscimento. Per questo occorre concretizzare meglio il metodo di assegnazione, cercare di differenziare”. E la differenziazione può farla la stessa azienda. “In certe annate, quelle più difficili, l’azienda deve avere coraggio. Nel 2002 noi non siamo stati in grado di fare Brunello. Può capitare di raggiungere degli standard, che seppur ammessi dal disciplinare, l’azienda non ritiene esser all’altezza del proprio marchio”. E se le stelle fanno discutere, per sapere che annata sia in maniera scientifica, Giampiero Maracchi, Attilio Scienza e Riccardo Cotarella, hanno messo a punto un progetto per determinare la qualità del Brunello già prima della vendemmia. “ Si tratta di una proposta per fare diagnosi anticipate della vendemmia e che dobbiamo adesso valutare”, commenta Stefano Campatelli, direttore del Consorzio di Montalcino. Il progetto si chiama Preve-Brun e si basa sull’analisi di tre tipi di dati, quelli meteorologici (quantità, carattere delle piogge e temperature), quelli sulla maturazione enologica e polifenolica dell’uva e quelli che arrivano dalle analisi sui mosti e i sui vini. Dall’incrocio e elaborazione dei numeri Preve-Brun riesce a individuare per ciascuna vigna il momento migliore per cominciare la vendemmia.

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