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Italia Oggi

Moscato, ora Asti entra nella docg ... Anche il comune nella zona di produzione... Dopo molto litigare, arriva l’accordo per il Moscato. “Alla fine ha prevalso il buon senso e lo spirito vero della filiera unica del Moscato”, commenta il presidente del Consorzio per la tutela dell’Asti e del Moscato, Paolo Ricagno. Tre i punti principali su cui è stato trovato l’accordo sul nuovo disciplinare: l’inserimento del comune di Asti nella zona di produzione docg, la possibilità di aumentare la resa per ettaro in annate di mercato favorevoli e il passaggio della destinazione dei mosti da Asti a Moscato d’Asti. Uno dei punti maggiormente contrastati riguardava il comune di Asti. “L’inserimento nella zona di produzione è stato stralciato in quanto sarà proprio la regione Piemonte a farsene carico. L stralcio consentirà alla regione di svolgere le verifiche tecniche per valutare le modalità per muoversi in questo senso. Ho avuto assicurazioni che la regione si impegnerà sin da subito per intraprendere l’iter finalizzato all’ingresso del comune di Asti all’interno della denominazione secondo le procedure previste dalla normativa”, spiega Ricagno.
Per quanto riguarda l’aumento delle rese per ettaro è stato mantenuto il tetto massimo di produzione. “Per la prossima vendemmia potremo arrivare a 12 tonnellate ad ettaro, 10 t)ha di resa + il 20%, cioè a 100 quintali l’ettaro con un 20% di tolleranza in più. Questo
consentirà alla commissione paritetica, qualora ci siano favorevoli condizioni di mercato, di valutare ed eventualmente autorizzare un aumento di produzione”. Infine sui passaggi da una tipologia all’altra rimane possibile quello da Moscato ad Asti, mentre da Asti a Moscato dovrà essere approvato dalla commissione paritetica stessa.

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