02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

Italia Oggi

È stato un anno d’oro per le bollicine francesi ... Nel 2011 vendute 330 milioni di bottiglie, il 3% in più ... Il 2011 dovrebbe essere immortalato come un’annata d’oro per lo champagne: per l’esattezza, la seconda nell’intera storia delle bollicine francesi. Il record spetta al millesimato, che si piazzerà alle spalle soltanto di quello imbottigliato nel 2007. Anche se i produttori non hanno ancora contabilizzato del tutto le vendite degli ultimi due mesi, quelli ritenuti cruciali dal punto di vista commerciale, si scommette su vendite comprese fra 327 e 330 milioni di bottiglie. Ciò equivarrebbe a un progresso del 3% rispetto al 2010. Niente male, in un periodo di crisi come quello attuale, anche se l’incremento è dovuto esclusivamente all’export.
Nonostante il momento tutt’altro che esaltante, i produttori di champagne prevedono che i volumi cresceranno del 2% all’anno nell’arco del prossimo triennio. Notizie positive, che però nascondono un elemento critico, quello relativo ai terreni disponibili per i vigneti. La superficie di terra riconosciuta come Aoc, sigla che corrisponde all’italiana Doc e che equivale all’ufficializzazione della qualità, ammonta a 34 mila ettari. Come ha osservato Thibaut LeMailloux, dell’organismo Civc che raggruppa viticoltori e maison delle bollicine, dal 1936 la superficie è aumentata mediamente di un punto percentuale ogni anno, ma oggigiorno non c’è più spazio per impiantare nuove vigne. Così i produttori possono ingrandirsi soltanto prendendo di mira i concorrenti.
In realtà si sta lavorando a una modifica delle condizioni, che permetterebbe ad altri 40 comuni della regione Champagne di entrare a far parte dell’area prestigiosa. Ma il procedimento è lungo e andrà inevitabilmente incontro a contenziosi. Basti pensare che le vigne, frutto di una lunga storia e della conquista di terreni fatta metro quadrato dopo metro quadrato, formano un puzzle di 280 mila porzioni di terra. Una zona, quella della Champagne, che vale ormai fino a 1 milione di euro per ettaro e che si trova sempre più al centro degli appetiti. Tutto si gioca sul delicato equilibrio tra viticoltori e case produttrici. I primi, stimati in 15 mila, possiedono il 90% delle terre. Invece, osservano alla maison Laurent-Perrier, l’azienda ha 150 ettari che rappresentano il 10% della produzione e, se vuole continuare a crescere, deve aumentare l’approvvigionamento di uva.

Copyright © 2000/2019


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2019

Pubblicato su

Altri articoli