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Italia Oggi

Campatelli: addio al Brunello. Non al vino ... “Mi voglio guardare intorno, vedere il mondo fuori dal recinto delle associazioni”. Stefano Campatelli è stato per 23 anni il direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino. Dal 30 settembre non lo sarà più. L’ente di tutela ha accettato le dimissioni.

D Perché a 57 anni si decide di cambiare vita, mestiere?

R Mi voglio guardare intorno. Ho maturato questa decisione, a loro stava bene anche perché volevano cambiare dopo 23 anni. C’è stato un periodo di riflessione, poi le dimissioni.

D Qual è stato il momento più brutto di questi anni?

R Senza dubbio Brunellopoli, nel 2008. Anche se oggi mi domando, ma che è stato, che ha significato in termini di immagine per il Brunello? Nel 2007 si vendevano 6
milioni bottiglie, nel 2008 sono cresciute di 400 mila e poi sono sempre aumentate, da 300 mila a 1 milione fino agli attuali 8,5 milioni. Certo ci sono state tensioni sui prezzi, ma le hanno avute tutti. Credo che Brunellopoli non abbia voluto dire niente per Montalcino.

D Brunellopoli è stata però un brutto momento per lei anche da un punto di vista umano?

R Certo mi sono domandato: “Ma che ho fatto”. Però mi sono anche detto che se volevano darmi una lezione, non ci sono riusciti, io non l’ho capita. C’era l’accusa di aver intascato soldi per coprire aziende e produttori, ma non è stato trovato niente, non un centesimo fuori posto. Posso dire di non aver mai intascato soldi per coprire nessuno. È vero, ero indagato e ho patteggiato. Ma è stata una scelta concordata anche con il Consorzio per chiudere la partita, per smettere di parlarne sui giornali. Certo lascia pensare il fatto che chi è andato a processo è stato assolto perche fatto non sussiste, io invece, ho questa macchia. Ma passerà.

D Che farà Campatelli dal 10 ottobre?

R Rimango nel mondo del vino. Intanto apro uno studio di consulenza poi valuto proposte.

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