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Italia Oggi

Vino, non cinese alle spese pazze ... La caccia alla corruzione
che si è scatenata
in Cina ha preso di
mira anche i vigneti
francesi. La Corte dei conti
di Pechino ha denunciato le
spese pazze fatte da alcuni
dirigenti di amministrazioni
locali e imprese statali
usando denaro pubblico. Tra
queste figurano alcuni investimenti
nel settore vinicolo
sostenuti in Francia.
Il rapporto dell’ente di controllo
cinese
evidenzia la
preferenza
degli alti
funzionari
per i pregiati
vini del paese
europeo.
Così due
aziende della
città portuale
di Dalian,
nel Nordest
della Cina,
hanno dirottato
fondi per 268 milioni di yuan (32
mln euro), stanziati per investire
in tecnologia straniera,
all’acquisto di 14 vigneti, la
cui identità non è stata rivelata.
Una di queste imprese è
Haichang, un conglomerato
che si occupa tra l’altro di trasporto marittimo, immobiliare
e turismo, considerato
uno dei principali proprietari
cinesi di vigneti nella regione
Bordeaux, dove aveva rilevato
la maison Chenu-Lafitte.
Il notevole flusso di denaro
proveniente dall’ex Celeste
impero, riversatosi sul vino,
ha preoccupato non poco l’organismo
francese Tracfin, che
si dedica alla lotta contro il
riciclaggio di denaro.
Il rapporto della Corte dei
conti relativo al 2013 ha fatto
emergere in tutto 314 casi
sospetti di grandi violazioni
della legge e della disciplina,
formula cinese che sta per
corruzione. Sono state coinvolte
oltre 1.100 persone. Il
lavoro di indagine continua.

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