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Italia Oggi

Serve un ente per il vino ... Il direttore del consorzio Chianti Classico analizza il settore con ItaliaOggi Liberatore: date una mano ai consorzi di tutela...

“Se il vino è un valore, un elemento che distingue l’Italia intera, allora occorre un ente nazionale per la tutela. Ci piacerebbe un supporto a livello nazionale che ci dia una mano, non tutti i Consorzi di tutela sono in grado di intervenire da soli. Perché ci riempiamo la bocca di parole, ma alla fine sono sempre i singoli consorzi a tutelarsi”. Giuseppe Liberatore, direttore del Chianti Classico racconta a ItaliaOggi propositi e idee per il 2015 appena iniziato.

D Quello della contraffazione è un problema grave che colpisce anche il Gallo Nero?

R Abbiamo un’attività di lungo corso, che ci impegna in termini economici per 150.200 mila euro l’anno e di lavoro. Una persona è dedicata all’attività di monitoraggio continuo su 35 paesi per tutto ciò che crea un uso indebito della denominazione e del marchio. L’ufficio Mannucci di Firenze ci supporta da 50 anni e 30 agenzie ci fanno le segnalazioni.

D Controlli a livello mondiale, su internet, e in Italia?

R Un nostro agente vigilatore fa prelievi a campione e ne verifichiamo la corrispondenza
rispetto al prodotto certificato. Seguiamo un piano che ogni anno presentiamo alla repressione frodi.
D Ma un colpo importante in questa lotta potrebbe venire dalla trattativa sul libero scambio Ue-Usa.

R Le aspettative sono molto basse, non credo che gli americani cedano su determinate questioni, sui nomi generici andranno avanti. Vediamo quello che riusciamo a portare a casa, con Paolo De Castro dobbiamo capire quale sia il massimo possibile che si può avere. Non penso, infatti, che sarà un accordo del tutto soddisfacente per noi. Nel Ttip le denominazioni non sono state ancora affrontate, ma bisognerà fare qualcosa, mediare il più possibile.

D Veniamo all’annata appena terminata. Come si è comportato il Chianti Classico?

R Abbiamo chiuso con un aumento delle marcature del 9% rispetto al 2013. Viaggiamo verso i 35 milioni di bottiglie. A darci maggiori soddisfazioni è il mercato estero, in particolare quello Nord Americano, ma non trascuriamo neppure quello interno.

D Prevedete la promozione anche in Italia?

R Ci lavoriamo, abbiamo pensato iniziative come l’apertura al Mercato centrale di Firenze che funzione bene. Quello italiano è un mercato che non vogliamo abbandonare.

D Ci sono iniziative per la promozione previste per il 2015?

R La novità alla quale lavoriamo dopo la gran selezione, è quella di individuare zone più ristrette, dei cru, per valorizzare il territorio all’interno del Gallo Nero. Non vogliamo fare una classifica ma evidenziare le specificità di ciascuna piccola area. Lavoreremo per andare quanto prima in assemblea dei soci con una proposta.

D Tra poco poi, ci saranno le Anteprime con le altre denominazioni toscane.

R Le Anteprime sono un appuntamento importante che si somma al programma di attività in Italia e all’estero come la presenza a Prowein, Vinitaly, Vinexpo.

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