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Italia Oggi

Viti a residuo zero ...
Quando l’igiene è tutta hi-tech ... Lacqua ozonizzata e quella elettrolizzata (Verdeviva) giovano alla viticoltura. E quanto emerge dal progetto di sperimentazione Residuo Zero, finanziato nell’ambito del Psr 2007/13 della regione Veneto, cui hanno partecipato De Nora Next, business unit di Industrie De Nora impegnata nello sviluppo cli soluzioni innovative per l’autoproduzione in situ di soluzioni
igienizzanti o disinfettanti, l’azienda Bisol Desiderio & Figli, i consorzi del Conegliano Valdobbiadene prosecco e del Soave e recioto, Perfect Wine, spin off dell’università di Verona, e il Cnr-Ipsp. La sperimentazione ha previsto la divisione d’una vigna in
più parcelle. Una, il testimone, non è stata trattata per nulla (alla vendemmia 1199% delle viti era morta); una seconda, denominata aziendale, è stata trattata in modo tradizionale con fitofarmaci; la terza e la quarta sono invece state trattate con una ridotta quantità di fitofarmaci, sostituiti in un caso con trattamenti con acqua ozonizzata, somministrata separatamente con lancia, e nell’altro caso con Vivaverde, spruzzata con atomizzatore mixata coi fitofarmaci. “Ne è risultato, per esempio”, spiega a ItaliaOggi Cristian Carboni, ozone specialist di De Nora Next, “che nelle parcelle trattate con Verdeviva soltanto il 2% delle viti presentava peronospera, contro 117% delle viti nella parcella “aziendale”. E che la gravità della malattia era superiore in quest’ultima parcella. Allo stesso modo sulle viti trattati coi prodotti De NoraNext sono stati riscontrati solo due residui contro i tre su quelle della parcella aziendale. Un risultato che in un’annata meno difficile di quella dell’anno scorso avrebbe potuto essere
di zero residui”. E non è tutto. La sperimentazione avrebbe evidenziato anche il fatto che i trattamenti con acqua ozonizzata e con Verdeviva, oltre a indurre una reazione biochimica nelle viti, ossia la produzione d’acido acetilsalicilico e di fitolessine per contrastare i patogeni, stimolano una reazione fenotipica, che può tradursi in un incremento della produttività della pianta e del calibro degli acini. Anche in cantina, il lavaggio dell’uva con acqua ozonizzata prima delle operazioni d’ammostamento, si è dimostrato efficace nel rimuovere i residui d’antiparassitari e di metalli sulla superficie degli acini. La fermentazione delle uve lavate, come ha potuto verificare Perfect Wine, è risultata più veloce rispetto a quella delle uve non trattate. E il processo d’elaborazione del vino s’è giovato della riduzione della carica microbica e delle muffe, tanto che il prodotto ottenuto è risultato più “pulito” a livello sensoriale.
“Proseguiremo la sperimentazione in viticoltura”, anticipa Eraldo Secchi, sales manager di De
Nora Next, business unit di Industrie De Nora, “estendendo- la dal punto cli vista sia geografico che dell’impiego lungo la filiera vitivinicola, dalla barbatella alla cantina. Ciò ci consentirà d’acquisire maggiore esperienza nei dosaggi ottimali sia in combinazione con fitofarmaci sia separatamente. Ma anche di capire meglio come l’acqua ozonizzata e Verdeviva agiscono sulla pianta e sui suoi antagonisti: le spore fungine e la germinazione dei batteri, così da affinare anche le tempistiche e la frequenza dell’impiego. Non avremo problema a farlo considerato l’interesse che i nostri prodotti stanno riscuotendo nel mercato. Nuovi consorzi e aziende chi hanno chiesto di poterli sperimentare. Fra questi il consorzio vini Valpolicella e le aziende Casa vinicola Zonin, Vignaioli Veneti, Gruppo Italiano Vini, Brigaldara e Musella”.

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