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Italia Oggi

Prosecco, manca in Germania …
Nel 2014 venduti 400 mm di bottiglie (champagne 307) … I tedeschi ce l’hanno con noi, ma è un complimento. A Berlino, il tempo
quasi al termine della primavera, è instabile come
di consueto. A volte ho il riscaldamento ancora acceso, parte automaticamente quando si scende a 18 gradi, e subito dopo si sale quasi a 30 e i berlinesi invadono i Biergarten, le birrerie all’aperto, e i caffe all’italiana, come li chiamano loro, quasi spariti da noi. E la stagione degli asparagi e del prosecco.
Gli asparagi sono quelli del Brandeburgo, il Land che circonda la capitale. Grandi, bianchi, poco profumati e cari. Niente a che vedere con i nostri, piccoli e verdi. In quanto al prosecco è sempre più amato, sempre più caro, e scarseggia. Per colpa nostra. I vignaioli del Veneto si giustificano: vendemmia scarsa per il cattivo tempo. Ma i tedeschi non ci vogliono credere: lo nascondete nelle cantine per far salire il prezzo. E, poi, perché siete così rigorosi: allargate la zona di produzione, perché solo nelle vigne di Conegliano? Per loro è incredibile che gli italiani rinuncino a un guadagno certo, per serietà. “Der Prosecco wird knapp”, il prosecco scarseggia, si allarma in prima pagina la Suddeutsche Zeitung, notizia importante come il caso Blatter. Si preoccupano perfino i francesi che, per difendere la loro produzione, dovrebbero ignorarci: “Le prosecco menacé de pénurie en 2015”, è il titolo di Les Echos.
Per la prima volta nella storia, l’anno scorso, le vendite della specialità italiana hanno superato quelle dello champagne: 400 milioni di bottiglie contro 307. Altri 242 milioni di bottiglie sono stati prodotti dagli spagnoli. Naturalmente lo champagne, che è più caro, rende di più: 4,3 miliardi di euro contro i 3 del prosecco. “L’ascension vertigineuse du vin italien”, scrive Marie Josée Cougard, crea molti problemi. Il quotidiano di Monaco parla di “Risikosommer”, un’estate a rischio.
Il maggior incremento si è avuto in Gran Bretagna, dove l’aumento è stato del 60%, raggiungendo i 55 milioni di bottiglie. A Londra, ormai, un calice di prosecco costa 4 sterline, circa 5,5 euro. I tedeschi si sono fermati a 42 milioni. Quindi è impossibile che siano state tutte made in Italy. Ma per loro, o alcuni di loro, va bene, purché ci siano le bollicine. Negli Stati Uniti il consumo è aumentato del 34%, quasi 19 milioni di bottiglie, sempre meno dei 23 milioni raggiunti prima della crisi del 2008.
Perché gli 8 mila produttori italiani non si danno da fare? si chiede la Saddeutsche. Il maltempo è un alibi? I veneti giocano al rialzo rovinando le serate degli europei assetati. I britannici, scrive il quotidiano tedesco, stanno reagendo e incominciano a prodursi il loro prosecco. Il vino del Sussex, del Surrey e del Kent diventa sempre migliore, giudica The Independent. Le mutazioni climatiche favoriscono l’imitazione britannica, che continuerà a migliorare nei prossimi anni. E, soprattutto, costa meno dell’originale italiano. I berlinesi pretendono le bollicine di Conegliano e non si fidano delle copie. C’è persino un prosecco made in Germany, dolciastro e poco adatto come aperitivo. Già a fine giugno, annuncia la Suddeutsche, gli scaffali dei negozi potrebbero essere vuoti. Perché gli italiani sono diventati troppo seri? E perché permettono che tutti nel mondo possano spacciare per prosecco i vini loro?

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