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Italia Oggi

Nella “Champagne” italiana è già avviata la vendemmia, per una produzione che si preannuncia di grande qualità, ma in calo del -15%. La Franciacorta ha dato il via alla raccolta dell’uva a partire

dai vigneti del versante sud del Monte Orfano, dove la raccolta di Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco è sempre anticipata rispetto alle zone più centrali, grazie al particolare microclima che le contraddistingue. Ma non sarà possibile raggiungere i livelli quantitativi della scorsa annata. Come spiega il vicepresidente del Consorzio Franciacorta Silvano Brescianini: “La situazione in Franciacorta è molto disomogenea quest’anno, per via delle numerose variabili che contraddistinguono le aree del nostro territorio. Ci sono delle zone, per esempio quelle più a nord, dove serviranno ancora almeno un paio di settimane prima di iniziare la raccolta”. A incidere, come anche in molte altre regioni italiane, è stata la situazione meteo con un 2016 che ha visto un clima altalenante nel quale a consistenti precipitazioni si sono alternate giornate molto calde e umide. “Fin dal principio della stagione, che si è aperta con Lui regolare germogliamento nei primi giorni di aprile, l’annata è parsa piuttosto precoce, grazie a condizioni climatiche molto favorevoli. Durante le fasi della fioritura e dell’allegagione però, le frequenti piogge e i bruschi abbassamenti della temperatura hanno rallentato il processo di maturazione e in alcuni casi favorito la peronospora”. Il risultato è stato che “si prospetta quindi un’annata con delle rese ridotte dispetto al 2015, con una previsione di calo del 10-15 % dei volumi sul totale degli ettari, ma sicuramente di grande qualità. Il clima è stato infatti nel complesso favorevole, poiché l’escursione termica ha permesso una buona maturazione delle uve e un buon bilanciamento tra zuccheri e acidità. Anche se, come ogni anno potremo dare una valutazione effettiva solo dopo aver portato l’uva in cantina”. Il 2015 anche per la Franciacorta era stato un anno di grande quantità con quasi 125 mila ettolitri prodotti contro i poco più di 121 mila del 2014, +2,9% con un peso dello 0,9% sul mondo delle bollitine italiane. Realtà che rimane dominata dal Veneto, 24% della produzione nazionale, dove il Prosecco è arrivato nel 2015 a quota 2,7 milioni di ettolitri (+15%), a cui si aggiunge il Conegliano Valdobbiadene (+7%).

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