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Italia Oggi

Italia top player del vino ... La Cina è il primo produttore di uva al mondo ... Italia leader mondiale nella produzione di vino, Cina prima per quella dell’uva. Sono i dati diffusi dall’Organizzazione internazionale della Vite e del Vino (Oiv), e presentati lunedì dal direttore generale, Jean Marie Aurand in occasione del 39° congresso mondiale dell’associazione, tenutosi a Bento Gonçalves, in Brasile. Tra i numeri più significativi, nel 2015 la superficie viticola mondiale raggiunge i 7,5 milioni di ettari, in lieve calo di 28mila ettari rispetto al 2014. Continua, invece, a crescere il vigneto cinese, più 34 mila ettari, tanto da portarsi al secondo posto a livello mondiale di superficie vitata. Cala invece la superficie dell’Unione europea, -34 mila ettari tra 2014 e 2015; tuttavia, la Spagna rimane saldamente in testa con 1,021 milioni di ettari, davanti alla Cina (0,83 milioni ha) e alla Francia (0,78 Mln ha). Dal canto suo la produzione mondiale di uva si è attestata a 76 milioni di tonnellate, con la Cina leader mondiale con il 17% della produzione. E l’Italia al secondo posto (8,2 milioni di tonnellate), seguita dagli Usa, 7 milioni, e dalla Francia 6,3 milioni. Dal 2000 la produzione di uva è in continua crescita, +17%, questo nonostante la riduzione dei vigneti a dimostrazione di un aumento delle rese e con il continuo miglioramento delle tecniche viticole. Secondo Oiv, circa la metà della produzione di uva viene vinificata, il 36% viene consumato fresco e l’8% viene consumato come uva passa. Il resto della produzione è destinato alla produzione di succhi di frutta e mosto. La produzione mondiale di vino 2016 (esclusi succhi e mosti) è stimata in 259 milioni di ettolitri, tra i più scarsi da 20 anni, con l’Italia leader con 48,8 milioni. Dall’analisi Oiv a segnare l’annata 2016 sono state da condizioni climatiche avverse di cui ha risentito la produzione di diversi paesi. Nella classifica dei principali produttori, dietro l’Italia ci sono la Francia (41,9 milioni di ettolitri) e la Spagna (37,8 milioni). Produzione ancora su un livello elevato negli Stati Uniti d’America (22,5 milioni) mentre è notevole il calo in Argentina (8,8 milioni), in Cile (10,1 milioni) e in Brasile (1,4 milioni) a causa del clima sfavorevole. Buone le notizie per quanto riguarda il consumo che, dai dati dell’organizzazione, si presenta in leggera crescita per arrivare a 240 milioni di ettolitri con i paesi tradizionalmente consumatori che proseguono con la loro recessione, o stagnazione, a favore dei nuovi poli di consumo. Per Oiv, tra il 2000 e il 2015 si è assistito a uno spostamento del consumo di vino consumato sempre più spesso al di fuori del paese di produzione. In questo quadro, gli Stati Uniti, con 31 milioni di ettolitri, continuano a mantenere la leadership dei consumi mentre l’Italia ha un andamento sostanzialmente stabile con 20,5 milioni di ettolitri, come stabile è in Spagna a 10 milioni. Chi cala, invece, è la Francia scesa a 27,2 milioni. In Cina il consumo dovrebbe arrivare a 16 milioni, ovvero un lieve aumento di 500 mila ettolitri rispetto al 2014. Positivi, infine, i dati sugli scambi mondiali di vino, aumentati nel 2015 dell’1,9% in volume (104,3 milioni di ettolitri) e del 10,6% in valore (28,3 miliardi di euro) sul 2014. Internazionalizzazione del mercato che è in continua crescita e passata dal 27% del vino consumato del 2000 al 43% attuale.

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