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Italia Oggi

Scissione Uiv, Frescobaldi: è la casa comune ... Il mondo italiano dell’enologia “ha già una casa comune ed è Unione Italiana Vini”. A dirlo a ItaliaOggi è Lamberto Frescobaldi nel rispondere alle 20 aziende uscite da Uiv dopo aver riscontrato una mancanza di unità di vedute (si veda l’anticipazione su Italia0ggi dell’11/1/2017 e l’intervista a Piero Mastroberardino del
18/1/2017). “In Uiv ci sono 550 aziende associate che esprimono 5,5 miliardi di fatturato, il 50% del totale del vino italiano e l’80% del fatturato export. Se non sono questi i numeri di una casa comune. E nel 2016 sono entrate 60 aziende nuove e 40 hanno chiesto di entrare, forse tanto male non si sta facendo”.

D Perché allora sono uscite?

R L’ho chiesto, ma sinceramente non l’ho capito.

D Chiedono maggior omogeneità di chi rappresenta il mondo del vino, una voce unica. Uiv ha perso questa caratteristica?

R Non credo proprio, è una lettura che rimando al mittente, abbiamo ulteriormente rafforzato questa caratteristica di avere un’unica rappresentanza. Ma nel nostro mondo non può esistere omogeneità. Ci sono obiettivi e interessi diversi, la realtà è molto articolata e non si può semplificare. Essere rappresentativi vuol dire riuscire ad abbracciare tutti e dare a tutti.

D Ci sono margini di dialogo con chi è uscito?

R Mi auguro che il dialogo resti aperto e che quando avranno avuto il tempo di valutare che la politica del presidente Antonio Rallo è seria e fatta di contenuti, allora potranno rientrare.

D Uiv potrebbe riunire sotto di sé tutte le rappresentanze sindacali dei produttori di vino?

R Già rappresentiamo tutte le forze, tutti i sindacati dell’agricoltura, abbiamo un ottimo rapporto con il governo, siamo a Bruxelles nel Comitato dei Vini con Domenico Zonin vicepresidente. Dobbiamo anche considerare che nell’Europa il mondo del vino Interessa tre nazioni, Francia Spagna e Italia mentre c’è tutta una serie di Paesi che vedono il vino come un alcolico. Quindi la politica enologica in Europa non è banale.

D Il vino italiano vende grazie all’export. Ha già espresso tutto il proprio potenziale, oppure ha altro da dire?

R Certamente siamo proiettati all’export, ma non ci dimentichiamo che anche il mercato italiano è in salute e assorbe il 50% del nostro prodotto.

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