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Italia Oggi

Gelo e siccità devastano i campi … C’è chi ha perso il 100% del raccolto. Il freddo brucia le produzioni vinicole da Nord a Sud... Vigneti, frutteti e orticole sotto attacco in tutta Italia... Il Consorzio di Bonifica Veronese ha scritto agli utenti dopo la dichiarazione dello stato di crisi idrica da parte del governatore veneto, Luca Zaia. In forza all’ordinanza, il Consorzio ha dovuto ridurre del 50% le proprie derivazioni irrigue dall’Adige rispetto a quanto previsto dai decreti di concessione, con conseguenti disagi e disservizi per l’irrigazione. Ma il presidente Antonio Tomezzoli ha anche precisato che il Consorzio è da anni in attesa dei finanziamenti per la realizzazione di infrastrutture irrigue “in grado di ridurre di oltre il 60% il fabbisogno di acqua”. Alla secca dell’Adige si aggiunge quella del Po’: al Ponte della Becca, in provincia di Pavia, il primo fiume d’Italia è ai livelli dell’agosto scorso. Sempre al Nord, dal Lago Maggiore esce una quantità d’acqua doppia rispetto a quella che entra, preannunciando grande sete nei campi e disagi generali, anche in considerazione della scarsa neve presente in montagna. Siccità da una parte, gelate dall’altra. L’agricoltura italiana sta ancora monitorando le conseguenze dell’anomala ondata di gelo che la scorsa settimana ha colpito tutta la Penisola, danneggiando in particolare vigneti, frutteti e orticole. Fabio Girometta, presidente Agia Emilia Romagna e titolare di un’azienda orticola specializzata in pomodoro da industria, dice che è difficile quantificare i danni con precisione, poiché “ci sono zone che si sono salvate dal gelo, altre colpite al 30%, altre in cui si è perso tutto”. In base all’accordo quadro per il pomodoro da industria del Nord Italia, il prodotto vale 79,75 euro/ton, quasi 13 in meno rispetto a due anni fa; le gelate hanno dato il colpo di grazia a un comparto già in sofferenza. Raccolti irrecuperabili anche in Campania, dove Coldiretti segnala i danni più gravi all’orticoltura dell’agro aversano. A pagare il conto più salato del brusco calo delle temperature è però la viticoltura. Coldiretti parla di almeno 100 milioni di danni per il vigneto Italia. In Valle d’Aosta, fa sapere l’assessore regionale Laurent Viérin, ci sono zone che hanno avuto il 100% di raccolto distrutto. Per i produttori di Blanc de Morgex si prospettano conseguenze economiche devastanti: la zona più colpita è proprio quella tra Chambave e Morgex. Scendendo in Piemonte, nel Canavese alcuni produttori hanno interi ettari di vigna Erbaluce bruciati dal gelo: si sono salvati alcuni appezzamenti coltivati ancora a pergola. In Lombardia Andrea Peri, viticoltore e presidente regionale della Sezione Vino di Confagricoltura, conferma che i danni sono stati a macchia di leopardo nell’Oltrepò e in Franciacorta. “In questi giorni stiamo facendo il punto della situazione”, dice, “cercando di capire quali potranno essere i risvolti sul mercato per le quotazioni, soprattutto per il prodotto non a denominazione. Una riflessione a parte va fatta per il Lugana: esaurisce in fretta, essendo di annata, e la zona è stata duramente colpita”. Gelo, siccità, alluvioni dimostrano come l’agricoltura sia estremamente vulnerabile, anche dal punto di vista economico. “Gli agricoltori, per prevenire questi disastri, hanno poche possibilità sul fronte della difesa attiva”, afferma il presidente della Cia Dino Scanavino. “Diventa difficile pertanto garantire il reddito”. Le polizze assicurative, anche innovative, offrono una copertura parziale dei rischi. L’intervento pubblico; che consente di risparmiare fino al 65% sui costi di assicurazione non funziona come dovrebbe e, per questo motivo, negli ultimi anni si è restrata una disaffezione al sistema. Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, conferma: “Burocrazia, errori gestionali e procedure informatiche non funzionanti per la compilazione dei Piani Assicurativi Individuali (Pai) stanno ritardando l’erogazione dei contributi. Contiamo sull’intervento del ministro alle politiche agricole, Maurizio Martina per trovare adeguate soluzioni alle serie difficoltà degli agricoltori”. La questione, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, dovrebbe essere affrontata nel corso di una riunione tra il ministro e la filiera vinicola convocata per oggi.

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