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Italia Oggi

La Vernaccia scommette su territorio e vino … “Fare marketing per valorizzare il territorio e il suo vino”: è questa la strategia adottata dal Consorzio della denominazione San Gimignano dal direttore Stefano Campatelli per rilanciare la Vernaccia, citata, da Dante nella Divina commedia. Arrivato nel “luogo dove è stato anticipato lo skyline di New York, grazie alle torri medievali” dopo aver guidato per quasi un quarto di secolo il consorzio del vino Brunello di Montalcino, Campatelli ha spiegato a Roma i punti di forza della sua azione: promuovere l’editoria, con la pubblicazione di un volume realizzato da Armando Castagno in occasione del cinquantenario della denominazione Vernaccia di San Gimignano ottenuta, primo vino in Italia, nel 1966, illustrando, come ha detto il presidente del consorzio Letizia Cesani, “il suo indissolubile rapporto con il territorio, l’arte e la cultura, che hanno fatto di San Gimignano un luogo unico al mondo come lo è il vino che lo rappresenta”. Quindi, il restauro di un edificio storico, luogo nel quale organizzare gli eventi per presentare i vini alla presenza dei produttori: denominato “Vernaccia di San Gimignano Wine Experience - La Rocca” è il centro comunale di documentazione e degustazione del vino, realizzato dal consorzio, dove i touch screen elencano non solo le aziende produttrici di Vernaccia di San Gimignano e i loro vini, come trovarle e contattarle, ma anche le notizie su tutti i prodotti tipici del territorio come lo zafferano di San Gimignano Dop, l’olio extra vergine di oliva Toscano Igp, il prosciutto toscano Dop, la finocchiona toscana Igp. Qui vengono portati i protagonisti della stampa internazionale e i buyers dei gruppi di gdo e horeca. Infine, una lunga campagna di informazione in giro per l’Italia e nel mondo, per degustare il maggior numero di etichette con le loro particolarità legate alla natura dei terreni (argilloso e sabbioso), grazie a un habitat che racchiude diverse tipologie di microclimi: ecco così nella capitale masterclass con la guida di un esperto del calibro di Daniele Cernilli, supportato da Riccardo Viscardi, con tredici produttori, di piccole e grandi dimensioni. Un elenco che comprende Casa alle Vacche, Castello Montaùto, Fattoria Il Palagio, Guicciardini Strozzi, Il Lebbio, Il Palagione, Palagetto, Mormoraia, Teruzzi e Puthod, Cesani, Il Colombaio di Santa Chiara, La Lastra e Panizzi: per Campatelli, “tutti devono essere protagonisti”.

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