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Italia Oggi

Ora Caviro va dal vino all’energia … Cinquecentonovantamila tonnellate di scarti di lavorazione che si trae, sformano in semilavorati e nuove materie prime per l’alimentare, il farmaceutico e l’agricoltura. Quello che resta, viene trasformato in energia. È la declinazione di economia circolare, si parte dalla vigna, si torna alla vigna, del gruppo faentino Caviro, 2 mln di ettolitri di vino (tra questi il Tavernello), 3 mila soci viticoltori da quali proviene il 90% del vino prodotto, 32 cantine sociali, 37 mila ettari di vigneti, 7 milioni di quintali di uva, l’11% della produzione italiana e interamente tracciata. Il recupero degli scarti coinvolge ambiti diversi. Si va dalla separazione di vinaccioli per uso nutraceutico con l’estrazione di polifenoli, enocianina (colorante naturale per uso alimentare) e acido tartarico, si passa attraverso l’autosufficienza energetica grazie allo sfruttamento di fonti rinnovabili, fino ad arrivare al recupero delle acque e produzione di compost e fertilizzanti organici naturali, anche per l’agricoltura biologica. Negli ultimi anni Caviro ha investito oltre 100 milioni di euro per la sostenibilità e progetti per lo sviluppo di un’economia circolare. Tanto che oggi il 72% del fatturato di Caviro arriva dalla produzione di vino, il 25% dalla distillazione e il 3% dalla produzione di energia. Complessivamente Caviro, con il ramo Distilleria, lavora 540 mila tonnellate di scarti (33% dalla filiera vitivinicola, 42% dalla filiera alimentare e 25% da potature) per ottenere 171 mila tonnellate di prodotti di recupero dei quali il 43% di prodotti nobili per l’industria, il 42% compost e prodotti per l’agricoltura, 14% inerti per l’industria e solo l’1% finisce in discarica. Un processo che consente a Caviro di avere l’autosufficienza energetica grazie alla produzione di 12 milioni di metri cubi biogas, 79 mila Mwh di energia elettrica e 116 mila Mwh di energia termica.

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