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Italia Oggi

Insetti in tavola, il paese che dice no … Enrico Bovo, sindaco di Andrate (Torino), ne vieta allevamento e cucina nel territorio comunale... Primo caso dopo le direttive europee sui novel food... Grilli fritti. Larve di camole al miele. Cavallette aromatizzate. Tutte specialità che, secondo Enrico Bovo, devono stare alla larga dalla tavola. “La nostra economia non può essere colonizzata da cibi che non ci rappresentano”, dice a ItaliaOggi. Eletto nel 2014 con una lista civica, Bovo è il sindaco di Andrate, un Comune di circa 500 abitanti in provincia di Torino. Un paese di montagna ché, nel suo piccolo, ha sfidato Bruxelles: con una delibera approvata dalla giunta, l’amministrazione piemontese, primo caso in Italia, s’è schierata contro i novel food, i nuovi alimenti che comprendono gli insetti interi. Bovo ha preso spunto dalle direttive del parlamento europeo che, a partire dal 1° gennaio del 2018, ha concesso l’immissione sul mercato di nuove categorie alimentari, tra i quali gli insetti, che gli esperti considerano ricchi di proteine. Il provvedimento coinvolge anche l’Italia. Bovo, però, non ha alcuna intenzione di attenersi alle disposizioni europee. Il documento approvato dalla sua giunta parla chiaro: ad Andrate, grilli, camole e cavallette stanno bene dove sono. Lontano dalle cucine. “È una goccia nel mare”, spiega il sindaco, “ma vorrei che nel mio paese si continuasse a portare avanti le tradizioni dei nostri padri e dei nostri nonni, comprese le eccellenze gastronomiche. Dopo l’approvazione del documento, una signora mi ha scritto una mail lamentando il fatto che gli insetti già ci rovinano piantagioni e raccolti: perché dovremmo anche mangiarli? Concordo con lei: cerchiamo di evitarli e di preservare le nostre radici e i nostri cibi”. “Il valore della gastronomia italiana è inestimabile”, si legge nella delibera di giunta, “frutto del lavoro dei padri dei nostri padri, che hanno consentito ai prodotti italiani di distinguersi nel mondo in termini di eccellenza e qualità. Una cultura che non può essere colonizzata da cibi che non rientrano nella nostra tradizione e nella nostra identità”. Il Comune di Andrate, di conseguenza, “s’impegna affinché sul proprio territorio vengano anzitutto tutelate le specialità locali, non permettendo l’insediamento di allevamenti d’insetti o specie affini, così come l’insediamento di attività di trasformazione e commercializzazione legati ai cosiddetti novel food destinati all’alimentazione umana”. “La delibera”, prosegue Bovo al telefono, “prevede che nelle case e nei ristoranti del mio Comune non si cucinino e non si mangino gli insetti. Non mi sono documentato a fondo, ma penso proprio che Andrate sia il primo Comune in Italia ad applicare un simile provvedimento. Quando ho letto che esisteva la possibilità di farlo ne ho parlato coi miei assessori e tutti si sono detti d’accordo”. I cittadini di Andrate, secondo il sindaco, hanno apprezzato. “Ho ricevuto parecchi attestati di stima. Anche loro sono convinti che con le nostre specialità e le nostre pietanze non ci sia bisogno di cucinare insetti o cose simili”. Il vicesindaco del paese, Filippo Maria Capirone, e l’assessore Angelica Roffino sono sulla stessa linea di Bovo: “I prodotti alimentari locali rappresentano la storia e le tradizioni del nostro territorio, fonti di reddito per numerose famiglie e fondamentali per la nostra economia”. Gli insetti, ad Andrate, restano fuori dal menu.

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