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ItaliaOggi

Vendemmia 2019? Meno uve, ma in salute … Iniziata da alcuni giorni, la vendemmia 2019 si preannuncia in calo per quantità rispetto ad una super annata quale quella 2018. Le prime anticipazioni arrivano dal Centro Studi di Confagricoltura che parla di diminuzione in media del 6% e di ottimo stato sanitario delle uve. Confagricoltura prevede quantitativi ridotti in quasi tutte le regioni d’Italia, soprattutto in Friuli Venezia Giulia (-20%), in Umbria (-13%), in Veneto e in Campania (-12%) e in Trentino Alto Adige (-11%). Vanno in controtendenza il Lazio (+16%), il Molise (+10%) e la Calabria (+9%). La Franciacorta è stata tra le prime zone ad avviare la raccolta delle uve iniziata, come spiega Francesco Franzini, vicepresidente del Consorzio, “a partire dai vigneti del versante Sud del Monte Orfano”. E se da un punto di vista sanitario, in Franciacorta non ci sono stati particolari problemi, la differenza con il 2018 sarà proprio nella quantità, prevista in calo anche per effetto del clima. “L’annata 2019 non ha avuto un andamento lineare e di semplice gestione in campagna. Tuttavia la fase attuale di maturazione si sta svolgendo nelle condizioni ideali per, garantire un’eccellente qualità delle uve”. Se si scende in Toscana, il 2019 per il Consorzio Vino Chianti “promette di essere una grande annata. Non ci sono problemi di natura fitosanitaria e le quantità sono nella norma. Con l’abbattimento del 10% della produzione avremo volumi che ci consentiranno di non provocare una ripercussione sui prezzi”, commenta il presidente del consorzio Giovanni Busi. Sempre in Toscana, avviata la vendemmia per Ornellaia con la raccolta delle uve dai vigneti dei bianchi più giovani di Sauvignon Blanc, mentre peri rossi bisognerà attendere l'inizio di settembre. “Fino a oggi l’annata è stata caratterizzata da una climatologia da montagne russe. È ancora presto per fare prognosi sul livello qualitativo e molto dipenderà dalle condizioni climatiche della seconda metà di agosto e del mese di settembre. Di certo si tratta di un’annata tardiva”, spiega Axel Heinz, direttore della tenuta che si trova a Bolgheri (Li). Sempre in Toscana, iniziata lunedì la vendemmia a Capalbio (Gr) per la tenuta Monteverro. “Abbiamo deciso di dare il via alla vendemmia in ritardo di quasi 2 settimane rispetto alla media degli ultimi tre anni. È un ritorno alle origini”, afferma l’enologo Matthieu Taunay. In Sicilia, intanto, il Consorzio di tutela vini Doc Sicilia ha deciso di abbassare a 110 quintali per ettaro la resa delle uve della varietà di Grillo che saranno vendemmiate quest’anno.

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