02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

ItaliaOggi

Biondi Santi sempre più francese … Punta ancora più in alto senza snaturare la qualità... Dal dicembre 2016 la storica tenuta vinicola Biondi Santi Greppo, a Montalcino (Siena), che dall’Ottocento produce il mitico Brunello, è sotto l’insegna francese. E stata acquistata da Epi, gruppo indipendente guidato da Christopher Descours focalizzato nello sviluppo dei brand di lusso del quale fanno parte, tra gli altri, lo champagne Piper-Heidsieck. Una vendita che si è tradotta in una alleanza strategica con la famiglia Biondi Santi. La tenuta era in vendita dopo 15 anni di inerzia, ha riportato. Le Figaro. Il dossier era complicato e ci sono voluti diversi mesi. Quando i francesi si sono convinti che l’acquisto poteva diventare rilevante nel lungo periodo hanno fatto un’offerta alla famiglia. È stato Jacopo Biondi Santi a occuparsi della vendita della proprietà dalla influente famiglia che ha definito anche le regole di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) “Brunello di Montalcino”, nel quadro del Consorzio di Montalcino che conta oggi poco più di 200 produttori e produce all’incirca milioni di bottiglie l’anno. Franco Biondi Santi, scomparso sei affili fa, ha vegliato sulla propria tenuta fino alla morte. E ancora oggi, nessuno ha osato toccare il suo cappello e i suoi effetti personali rimasti sull’étagère in legno nel suo ufficio della proprietà che sotto la guida dell’enologo Federico Radi produce tre vini: il Rosso (all’incirca 60 euro), il Brunello (150 euro circa) e la Riserva (a partire da 350 euro) di cui si producono all’incirca 15 mila bottiglie quando il millesimato è giudicato di qualità. I locali tecnici sono molto sobri, come gli uffici recentemente ristrutturati in stile monastico. I luoghi sono impregnati del loro lungo passato e impongono una forma di moderazione. “Stiamo per rifare la cantina”, ha detto Giampiero Bertolini, ceo di Biondi Santi, “ma è fuori discussione rivolgersi a un architetto di fama”. Il potenziale è enorme a giudizio del nuovo proprietario, Christopher Descours “Abbiamo riunito un team di una decina di persone, personale tecnico e commerciale, che lavora da due anni. I mercati italiano e nordamericano hanno subito reagito bene. Ora, si tratta di sedurre i collezionisti, per mantenere una relazione diretta con loro. Vogliamo estendere il dominio senza distorcerlo”, ha detto a Le Figaro. Fino ad oggi, i francesi non hanno ancora molta familiarità con l’etichetta Biondi Santi, ma le probabilità sono aumentate dal momento che lo elogiano i grandi ristoranti e i commercianti di vino italiani a Parigi. La singolarità del vino fa il resto.

Copyright © 2000/2019


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2019

Pubblicato su