02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

Italiaoggi

I tedeschi scelgono il prosecco ... Il plus negli scambi infra Ue si è dimezzato in 5 anni ... Entrate da un negoziante di scarpe, e lui vi mette alla porta: “Oggi ho venduto troppo, torni l’anno venturo”. Il panettiere non vi serve, l’oste vi caccia anche se i tavoli sono tutti vuoti, il barbiere vi lascia i capelli lunghi. Niente da fare, vi spiegano, abbiamo guadagnato abbastanza, non insista, non ci rovini. Lo so, gli specialisti si arrabbiano, se si affronta alla leggera un tema serio. Ma milioni di tedeschi la vedono così, quando vengono criticati dall’estero: esportano in eccesso, e non importano abbastanza. La Commissione europea, il prossimo 15 novembre, si prepara a mettere sotto processo la Germania sempre per il suo export smodato: l’anno scorso ha superato il 7% del pil, quanto sarà nel 2013 e l’anno venturo, Il limite sarebbe il 6. Trai più accesi accusatori, il nostro Marco Buti, collaboratore dei commissario Olli Rehn, conosciuto a Berlino per la sua ossessione antitedesca. Per lui, Berlino e sempre colpevole di ogm nostro guaio. I francesi sono arrabbiati, gli americani, a cui di solito l’Europa non interessa, rimproverano Frau Angela perché, a causa di “un eccesso di successo”, scusate l’assonanza, sta mandando in rovina i suoi partner. Come la vedono loro? Hollande ce l’ha con i vicini al di là del Reno perché non sa che cosa combinare a casa sua, la sua popolarità è ai minimi storici, non ne ha azzeccata una, e teme un disastro alle prossime elezioni europee. Obama si vuole vendicare per le critiche alla mania americana di spiare tutto e tutti, e la proposta tedesca di concedere asilo politico a Edward Snowden, che sempre per i crucchi meriterebbe il Nobel per la pace, più che il presidente americano. La crisi dell’euro è provocata dalla crisi del dollaro, ricordano a Berlino e Francoforte. I tedeschi non vendono solo auto, ma anche strumenti chirurgici e macchine utensili, che i clienti stranieri vogliono e debbono comprare a ogni prezzo. I connazionali della signora Merkel sono inguaribili avari e pessimisti? Non spendono per la paura atavica dell’inflazione? Vero in parte, e comunque non sono sparagnini come in passato. Il periodo natalizio che sta per iniziare vede i tedeschi in preda alla passione per lo shopping. Spendono, ma non sprecano. Invece di comprare un maglione supercostoso ne acquistano due che tengono caldo. Lo champagne di Monsieur Hollande non è più di moda, anzi è considerato cosa da nuovi ricchi. Loro preferiscono il nostro prosecco, e al Bordeaux i nostri vini, più economici e altrettanto buoni. Ma, con tutta la buona volontà, non possono ubriacarsi per mettere a posto la bilancia dei pagamenti italiana. E dovrebbero acquistare una mastodontica Chevrolet made in Usa al posto di una nazionale Vw o Bmw per non offendere Mister President? Inoltre la Grosse Koalition, invece che aumentare le tasse, come si temeva, si prepara a investimenti e sgravi fiscali per una cinquantina di miliardi di euro che aumenteranno i consumi e, quindi, l’occupazione. Battute a parte, i tedeschi replicano anche con argomenti seri. Il loro export non danneggia i partner, anzi va a loro vantaggio, secondo l’analisi dello Spiegel. “Nessun pericolo per l’Europa”, risponde a muso duro il ministro delle finanze, Wolfgang Schauble, “è un’enorme sciocchezza”. 11 plus nell’import export con i partner europei si è dimezzato dal 2007 al 2012, dal 4,4 al 2,2%, da 108 miliardi a 60. E aumentato invece nei confronti di Cina, India, Stati Uniti e resto del mondo, da 73 a 126 miliardi. Inoltre, quasi in ogni prodotto made in Germany si trovano componenti fabbricati altrove: più esporta la Germania e più guadagnano i paesi terzi. La percentuale delle parti importate è passata tra il 1995 e il 2008 dal 13,5 al 20%.Ad avvantaggiarsene, in particolare, sono i paesi dell’Europa orientale, almeno il triplo rispetto a Spagna, Francia o Italia. Per una vettura Bmw, quasi metà delle parti è fabbricata all’estero. “Diminuire l’export è assurdo”, dichiara l’economista Holger Gorg, “perché piuttosto Italia o Spagna non cercano di diventare più competitive?”.

Copyright © 2000/2019


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2019

Pubblicato su

Altri articoli