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VINO & MERCATI

Iwfi: nei primi 8 mesi 2018, spedizioni in Usa a -3% in quantità e in crescita del 4,2% a valore

Continua e si aggrava la fase di stallo del vino tricolore sul mercato più importante, mentre la Francia continua a correre
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Continua lo stallo delle esportazioni enoiche italiane sul mercato Usa secondo l'Italian Wine & Food Institute

Continua e si aggrava la fase di stallo nelle spedizioni enoiche verso il mercato Usa: secondo i dati dell’Italian Wine & Food Institute sui primi otto mesi dell’anno, l’Italia ha fatto registrare una riduzione del 3% in quantità (contro il -0,5% dei primi 7 mesi) e un incremento del 4,2% in valore (contro un incremento del +7,5% nei primi 7 mesi), essenzialmente dovuta alle variazioni dei tassi di cambio ed a un contemporaneo aumento dei prezzi. Dopo un lungo periodo di crescita costante si è entrati di fatto in una fase di rallentamento che, negli ultimi mesi, ha praticamente bloccato la l’espansione delle esportazioni italiane. Rallentamento che preoccupa il presidente dell’Italian Wine & Food Institute, Lucio Caputo, che da tempo ha avvertito sui rischi e le conseguenze che deriveranno da questa progressiva flessione delle esportazioni vinicole italiane, che possono portare persino alla perdita della leadership tricolore. La nostra flessione, infatti, coincide non a caso con la pericolosa rimonta dei vini francesi che, negli ultimi tre anni, hanno compiuto un’incredibile scalata nella classifica dei Paesi fornitori del mercato americano, portandosi a ridosso dell’Italia con consistenti e continui tassi di crescita, sia in quantità che in valore.
I francesi - si legge nella nota dell’Iwfi - hanno costantemente puntato sull’immagine e sul prestigio dei loro grandi vini decimando la fascia alta delle esportazioni italiane che nell’immagine del consumatore Usa è ormai considerata cara sopratutto in considerazione del fatto che non gode più di quell’immagine e di quel prestigio che aveva faticosamente conquistato e che giustificava il costo dei suoi vini. Purtroppo, da parte italiana, in questi ultimi anni, si sono continuati ad usare i fondi disponibili nel settore pubblico per attività tendenti a incrementare l’offerta di vini italiani, in un mercato pressoché chiuso all’aumento del numero dei fornitori, senza far praticamente nulla per incrementare la domanda e l’immagine, con gli ovvi risultati negativi che si stanno ora registrando.
Tornando ai numeri, secondo l’analisi dell’Iwfi, basata sui dati ufficiali dell’US Department of Commerce, nei primi otto mesi del 2018 le importazioni statunitensi sono ammontate a 5,91 milioni di ettolitri, per un valore di 3,01 miliardi di dollari, contro i 6,37 milioni di ettolitri, per un valore di 2,82 miliardi di dollari dei primi otto mesi del 2017, con una diminuzione del 7,3% in quantità e un incremento del 6,4% in valore. Nello stesso periodo, le esportazioni italiane sono ammontate a 1,69 milioni di ettolitri, per un valore di 948,9 milioni di dollari, contro gli 1,75 milioni di ettolitri, per un valore di 910 milioni di dollari dei primi otto mesi del 2017. La quota del mercato di importazione dei vini italiani, così, è scesa al 31,5% in valore e al 28,6% in quantità. Le importazioni dalla Francia, secondo fornitore del mercato statunitense sia in quantità che in valore, sono ammontate, a 956.750 ettolitri, per un valore di 901 milioni di dollari, contro gli 866.790 ettolitri, per un valore di 739 milioni di dollari dell’anno precedente, con un aumento del 10,4% in quantità e del 22,4% in valore.

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