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INFILTRAZIONE MAFIOSA

La Guardia di Finanza ha messo oggi sotto sequestro vigneti e fabbricati di Feudo Arancio

Il Gruppo Mezzacorona ribadisce con forza “estraneità a collegamenti e attività mafiose in Sicilia”
FEUDO ARANCIO, GUARDIA DI FINANZA, INFILTRAZIONI MAFIOSE, MEZZACORONA, SEQUESTRO, Italia
I vigneti di Feudo Arancio

“La Guardia di Finanza questa mattina ha dato esecuzione ai mandati di sequestro di vigneti e fabbricati, per il valore complessivo di 70 milioni di euro, della Cantina Feudo Arancio, a Sambuca di Sicilia, di proprietà del gruppo trentino Mezzacorona. Per le indagini la componente mafiosa avrebbe avuto come scopo quello di riciclare delle risorse liberandosi di beni immobili ricevuti e gestiti attraverso attività criminali per sottrarli a misure cautelari reali e per investire il ricavato, così ripulito, in ulteriori imprese delittuose”. A riportare la notizia è la testata locale “il Dolomiti, che ricostruisce le tappe di una vicenda iniziata nel 2000: “il Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) di Trento avrebbe ricostruito gravi indizi di responsabilità anche a carico di soggetti del gruppo societario trentino che, con due operazioni contrattuali collegate tra loro, hanno acquisito beni immobili in Sicilia, inizialmente di proprietà dei noti cugini Salvo (Ignazio e Antonino detto “Nino”, uomini d’onore della famiglia di Salemi, Trapani, del mandamento di Mazara del Vallo), pervenuti ai venditori attraverso il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso commesso dai propri danti causa”.
In merito a queste notizie, il Gruppo Mezzacorona respinge con forza gli addebiti, ribadendo in un comunicato “la totale estraneità del Gruppo Mezzacorona a collegamenti e attività mafiose in Sicilia; il Gruppo Mezzacorona ha sempre agito correttamente e seriamente nel proprio impegno imprenditoriale a tutela dei propri soci, azionisti e collaboratori; l’azienda ha la certezza di poter dimostrare la propria totale estraneità rispetto ai fatti contestati. Il Gruppo Mezzacorona pertanto chiede la massima sollecitudine all’Autorità Giudiziaria che sia fatta nel più breve tempo possibile chiarezza sulla vicenda a servizio e a tutela del reddito e del lavoro dei propri 1.600 soci, dei 480 azionisti e dei 500 collaboratori. Qualsiasi altra illazione o speculazione è assolutamente falsa e il Gruppo Mezzacorona - si legge ancora - diffida chiunque a pubblicare o divulgare notizie non corrispondenti al vero, con la più ampia riserva di tutela della propria immagine e reputazione nelle sedi giudiziarie competenti”.

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