Il contesto economico è complesso, ma il settore della ristorazione mostra una forte resilienza ed adattabilità: la prevista crescita del +3% tra Stati Uniti ed Europa nel 2026, infatti, non è trainata solo dai prezzi, ma anche da un profondo cambiamento strutturale delle abitudini dei consumatori. In particolare, la scelta di andare in un locale al solo scopo di consumare una bevanda (un fenomeno noto come “Liquid Revolution”), il tramonto del dogma dei pasti classici (e la conseguente crescita di brunch e spuntini a metà mattinata o nel pomeriggio) e un alimentazione più consapevole che guarda a prodotti funzionali o iperproteici. In poche parole: si stanno trasformando modi e luoghi in cui si consumano i pasti. Lo rivela un’indagine Circana che ha individuato le principali tendenze globali che stanno plasmando - e continueranno a farlo - la ristorazione in Europa nel 2026 e oltre.
In ordine: in Italia - osserva l’azienda specializzata nella gestione ed interpretazione dei comportamenti dei consumatori - il 15% delle visite nella ristorazione (rispetto al 14% della media europea) riguarda il solo consumo di bevande, valore che si confronta con l’impennata delle visite “beverage-only” (45%) registrata negli Stati Uniti. Un valore in costante crescita in Europa grazie agli investimenti degli operatori nel caffè premium, nelle bevande funzionali e nelle opzioni a basso o zero contenuto di alcol. Con nuovi trend, dunque, da intercettare: “guardando al futuro, la prossima grande ondata di questa “Liquid Revolution” sarà l’arrivo delle bibite moderne in Europa - spiega Edurne Uranga, vicepresidente Foodservice Europe Circana - bevande rinfrescanti con benefici funzionali, come contenuto di magnesio o zinco, o proprietà legate all’energia, alla concentrazione e al benessere, in linea con l’evoluzione delle motivazioni legate alla salute e allo stile di vita. Ciò non si tradurrà solo nello sviluppo di nuovi menù all’interno dei format esistenti, ma, come già visto negli Stati Uniti, porterà probabilmente alla nascita di intere nuove catene costruite esclusivamente su queste proposte di bevande”.
Al contempo anche il consumo nella ristorazione europea è guidato da abitudini più flessibili e stili di vita dinamici. Pertanto, dice Circana, stiamo assistendo ad uno spostamento strutturale della domanda, che si sta progressivamente de-localizzando dalle occasioni tradizionali e centrali, come il pranzo e la cena, per espandersi nei momenti intermedi - metà mattina, brunch e metà pomeriggio - che sono oggi tra le fasce orarie a più rapida crescita. “Questa accelerazione è alimentata da nuovi stili di vita più salutari, routine orientate alle ore diurne, modelli di lavoro flessibili e un nuovo approccio verso gli spuntini frequenti, il benessere personale e la gestione dell’energia durante la giornata - sottolinea Uranga - di conseguenza, il consumo non è più ancorato ai pasti classici, ma è sempre più distribuito su molteplici occasioni più piccole”. Evidente, dunque, l’opportunità di crescita incrementale per categorie selezionate di bevande e snack, in particolare per quelle capaci di coniugare funzionalità, equilibrio, gratificazione senza sensi di colpa e praticità.
E ancora, anche la salute e il consumo orientato a un preciso scopo stanno ridisegnando menù e occasioni. In Italia il 43,4% dei consumatori (media europea: 40%) segue una dieta specifica, tra cui la più popolare è quella iperproteica (17,5%). Così cibi e bevande funzionali a supporto di energia, del sistema immunitario e per la gestione del peso sono tra i segmenti in più rapida crescita.
“Mentre la ristorazione continua a evolversi, i ristoranti e i marchi devono ripensare alle modalità di offerta in senso più ampio, affinché ogni euro speso sia percepito come ben investito dal consumatore - conclude Uranga - allo stesso tempo, il settore deve puntare sull’ottimizzazione dei menù per poter intercettare i nuovi modelli di consumo in modo che risultino rilevanti a livello locale per ogni occasione e canale. Chi saprà trovare questo equilibrio sarà in una posizione di grande vantaggio per affermarsi nella prossima fase di crescita della ristorazione”.
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