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VINO & CULTURA

La Sicilia, terra di vino e di scrittori, festeggia i vincitori del “Premio Letterario Mandrarossa”

Promosso dal brand di Cantine Settesoli, l’edizione n. 2 del Concorso ha incoronato Valeria Parrella con l’opera “La Ragazzina” (Feltrinelli)

Ernest Hemingway disse che “il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo”, per Giacomo Leopardi, invece, “il vino è il più certo, e (senza paragone) il più efficace consolatore”, mentre secondo Platone “il vino per l’uomo è come l’acqua per le piante, che, in giusta dose, le fa stare bene erette”. Sono solo tre dei tantissimi esempi che, in epoche diverse, dall’antichità ai giorni nostri, testimoniano il legame storico e forte che abbraccia il vino con la letteratura. Un feeling che non è mai scemato, nella storia, ed è stato capace di manifestarsi anche con eventi di primo piano che hanno legato vino e letteratura. Come il “Premio Letterario Mandrarossa - La Sicilia che non ti aspetti”, progetto culturale promosso da Mandrarossa, top brand di Cantine Settesoli, una delle realtà enoiche più importanti della Sicilia, terra di grandi vini e di grandi scrittori da Giovanni Verga a Leonardo Sciascia, da Luigi Pirandello a Giovanni Tomasi di Lampedusa, da Salvatore Quasimodo ad Andrea Camilleri, da Simonetta Agnello Hornby a Stefania Auci. L’edizione n. 2 è stata vinta (Premio Narrativo Mandrarossa) dalla scrittrice napoletana Valeria Parrella con l’opera “La Ragazzina”, edita da Feltrinelli; secondo posto per Dario Ferrari con “L’Idiota di Famiglia” (Sellerio) e terzo per Monica Acito che ha completato la terna dei premiati con “La Carità Carnale” (Bompiani).
Le diciotto opere finaliste sono state valutate da una giuria tecnica, presieduta dalla giornalista, scrittrice, conduttrice radiofonica e tv Concita De Gregorio, e composta da autorevoli personalità del panorama culturale italiano come Franco Cardini, Neria de Giovanni, Eleonora Lombardo, Carlo Alberto Moretti, Christian Rocca, Nadia Terranova. A fare da palcoscenico alla cerimonia di premiazione, tenutasi sabato 25 luglio, il Tempio di Hera, nel Parco Archeologico di Selinunte, uno dei luoghi più suggestivi del Mediterraneo scelto come scenario simbolico di un dialogo tra cultura, storia e paesaggio, ed alla cui conservazione Settesoli e Mandrarossa hanno contribuito con continuità negli anni. La serata si è conclusa con “Madre. Una conversazione, nessuna colpa, centomila donne”, intensa conversazione letteraria a due tra Concita De Gregorio e la giornalista e autrice televisiva Melania Petriello.
“Con la cerimonia nel Parco Archeologico di Selinunte - ha dichiarato Giuseppe Bursi, presidente Cantine Settesoli - si chiude il Premio Letterario Mandrarossa n. 2, un appuntamento che si conferma un presidio culturale fondamentale per il nostro territorio e per l’intero panorama letterario nazionale, grazie al lavoro delle librerie indipendenti. Anche quest’anno le opere in concorso sono state capaci di unire la potenza delle parole alla valorizzazione della nostra identità e delle nostre radici e il Premio rappresenta sempre più un incontro ideale in cui ogni genere letterario si lega ad un vino Mandrarossa, riflettendone l’identità e le sfumature. Voglio esprimere il mio più sincero ringraziamento alla giuria per il magistrale lavoro di selezione, agli autori e alle autrici che hanno condiviso il loro talento, a Claudia Origoni, Gianni Caruso e a tutta l’organizzazione, al pubblico che ha partecipato con calore ed entusiasmo. Un grazie speciale va al team di Mandrarossa che ha lavorato dietro le quinte per rendere possibile tutto questo, unendo la passione per la cultura all’amore per la nostra terra e per i nostri vini, che di questa terra rappresentano essenza e identità. Congratulazioni ai vincitori di questa edizione: le vostre storie continueranno a camminare insieme a noi. Con l’orgoglio di aver celebrato ancora una volta la grande letteratura, diamo a tutti appuntamento al prossimo anno”.
La giornalista Concita De Gregorio, presidente di giuria, ha ringraziato “gli organizzatori l’occasione di vivere questo percorso. Al fianco di una rete di imprese illuminate che lavorano la terra, al fianco di una rete resistente di librerie indipendenti che sono dei punti luce e dei laboratori di bellezza dei loro territori e al fianco di una giuria che ha lavorato con serietà, impegno e armonia. Vince un libro magico, nato dalla penna di una scrittrice formidabile, Valeria Parrella. La ragazzina è un romanzo di storia e di futuro. La Giovanna d’Arco di Parrella non ha paura di seguire la sua idea. Ne paga le conseguenze, ma trasforma i posti, le persone, la storia. Abbiamo bisogno di romanzi come quello di Parrella, in ore di nuovo difficili per il Paese. In giorni in cui securitarismo, paura e odio sembrano disegnare ombre nuove, abbiamo bisogno di storie di ispirazione, coraggio e speranza”.
“Sono una classicista - ha dichiarato Valeria Parrella - e per questo sono felice di aver vinto un Premio la cui serata finale era di scena nel Tempio di Hera: un luogo che è anche sostanza. Mi ricorda il lavoro che porto avanti da mesi con il romanzo qui premiato: farci raccontare da storie esemplari del passato come poter affrontare il presente e i nostri moti d’animo. C’è qualcuno che ha percorso questi sentieri prima di noi e oggi è bello ripercorrerli con la sicurezza della direzione in cui ci portano e quella da cui rifuggire”. Claudia Origoni, fondatrice e responsabile del Premio Mandrarossa, ha affermato che “con convinzione ed entusiasmo condivisi dalla presidenza e dalla giuria quest’anno il libro premiato è “La ragazzina” di Valeria Parrella. Nonostante tratti un tema “guerriero” ci parla di pace e di come sia diversa la guerra vista attraverso gli occhi di una donna, rispetto a quelli di un uomo. Nel raccontare l’epopea di Giovanna d’Arco ci fa ritornare adolescenti in quell’età in cui tutto è possibile se sostenuto da un’idea alta, se c’è una determinazione come quella di una ragazzina che decide dove andare e ci va. È stata un’edizione di libri di qualità e scrittori e scrittrici che nel panorama contemporaneo stanno tracciando un percorso della loro carriera. Ringrazio quindi i librai che in questo sono assoluti protagonisti e detentori di un potere necessario che assicura la purezza e la linea editoriale di un premio che guarda al futuro per continuare a mantenere viva l’attenzione sulle realtà indipendenti, spesso veri motori culturali dei nostri territori”.
Nella cerimonia sono stati annunciati anche i vincitori delle sezioni tematiche, ciascuna ispirata ad una delle etichette di Mandrarossa. Il “premio Calamossa”, dedicato alle opere prime, è stato assegnato a Lorenza Sabatino per “Il miracolo” (Guanda). Per la sezione “Urra di Mare”, riservata ai temi dell’ambiente e della paesologia, ha vinto Bruno Arpaia con “Il mondo senza inverno” (Guanda). Il riconoscimento “Cartagho”, dedicato al romanzo storico, è andato a Vanessa Ambrosecchio per “Le leonesse di Vergine Maria” (Mesogea). La categoria “fantasy Bertolino Soprano” vede come vincitore Mattia Corrente con “Il restauratore di mondi” (Salani). Infine, il “premio Cavadiserpe”, riservato al miglior romanzo giallo, è stato assegnato a Marilù Oliva per “Via delle streghe” (Solferino).

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