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La Stampa

Il vino biologico non è solo una moda in Italia se ne bevono 5 milioni di litri … In dieci anni gli ettari di vigneto coltivati in maniera naturale sono aumentati del 237%. A Vissage importatori dal Nord Europa : “Agricoltura ecosostenibile, ma anche business”… Se sia solo moda, lo dirà il tempo. Intanto i numeri confermano che, in tempo di crisi generalizzata, il mondo del vino biologico fa registrare tassi di crescita da “boom” economico. Qualche cifra: secondo l’indagine condotta da Iwsr (il principale istituto di analisi del mercato degli alcolici e dei vini) tra il 2007 e il 2017 la superfice dei vigneti coltivati biologicamente (cioè con metodologie che escludono l’uso di fertilizzanti chimici artificiali, pesticidi, diserbanti e prodotti di sintesi) è cresciuta del 234%. E si prevede che nel 2022 gli acquisti di vino bio toccheranno gli 87,5 milioni di casse (12 bottiglie) con una progressione annua del 9,2% dal 2017. Cambia analista, ma non il risultato: secondo Coldiretti (su dati Infoscan Census) se si considerano i consumi di vino biologico, nel 2018 le vendite sono aumentate del 18% rispetto all’anno precedente, per un totale di 4,94 milioni di litri venduti nella grande distribuzione a livello nazionale. È con queste premesse che ad Asti si svolge sino a domani il primo Salone Internazionale del Vino Biologico-Vinissage: O produttori da tutta Italia, con oltre 200 etichette in degustazione, incontri, laboratori e la presenza di una delegazione di importatori da Inghilterra, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Belgio e Polonia. Pier Ottavio Daniele, direttore del Salone e dell’associazione produttori del vino biologico (affiancato nell’organizzazione da Comune di Asti e Uni-Astiss) spiega che “il Salone intende radunare produttori e appassionati con un programma trasversale e aperto alla internazionalità dei mercati. Quello del bio è un comparto che, anche sul piano economico, registra ottime potenzialità di sviluppo, mettendo in evidenza una sensibilità crescente da parte dei consumatori e dei produttori, nei riguardi dell’ecocompatibilità dell’agricoltura e, nello specifico, della viticoltura sostenibile”. Gianfranco Torelli, può considerarsi uno dei pionieri del settore. Produttore di vino bio a Bubbio, nella Langa astigiana, racconta: “Il nostro Moscato d’Asti vendemmia 1992 è stato il primo vino in Italia a ottenere una certificazione biologica. Credo che la filosofia del biologico sia ispirata più dal rispetto dell’ambiente che dai problemi sulla salute individuale. Il nostro obiettivo è valorizzare una viticoltura sostenibile e il valore delle terre piemontesi”. Al Salone astigiano è arrivato da Alcamo (Trapani) anche Tommaso Stellino, giovane agronomo e titolare dell’omonima azienda bio: “La soddisfazione più grande è poter far assaggiare l’uva in vigneto dai miei nipotini e dai visitatori che vogliono conoscere da vicino l’origine dei miei vini”. Ma che cos’è il vino biologico? “Più che un metodo alternativo il biologico è un’evoluzione sostiene Giorgio Calabrese, medico nutrizionista e docente universitario - Il concetto più ampio del bio è infatti quello di veicolare l’idea di un prodotto che, al momento del consumo, ha certe caratteristiche peculiari, come quella di esaltare l’attività di antiossidanti più biodisponibili”. E da un punto di vista più tecnico Vincenzo Gerbi, Ordinario Dipartimento Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università di Torino fa notare: “Il principio di sostenibilità deve giustamente ispirare tutti i produttori ma la conoscenza e le tecnologie devono essere rispettate e affinate continuamente, senza cedere a suggestioni emozionali”.

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