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La Stampa / Specchio

Un Chianti regale. Fu qui che, a metà Ottocento, l’Arciduca di Toscana ospitò papa Pio IX a godere della bellezza della Toscana. Ed è sempre qui che ora sorge la cantina Le Filigare, condotta dalla famiglia Burchi ... Ritrovarsi immersi nell’atmosfera di un film di Bernardo Bertolucci non è cosa di tutti i giorni. Questa è la sensazione che si prova giungendo a Le Filigare, nel cuore del Chianti Classico fiorentino. L’ambiente ricorda le suggestioni di Io ballo da sola: i cipressi, la piscina tra i filari, le colline a perdita d’occhio, gli olivi e il grano. Questo ambiente fiabesco e incontaminato (la prima strada asfaltata dista diversi chilometri) è frutto del sogno di Carlo Cassetti Burchi, affermato gioielliere fiorentino. Negli anni Sessanta, sedotto dall’amore per la campagna, decise di acquistare questo stupendo casale e di restaurarlo, viste le pessime condizioni in cui versava. La storia di questo podere è ricca di fascino: nell’estate del 1857 fu qui che l’Arciduca di Toscana ospitò papa Pio IX a godere della bellezza dei paesaggi toscani e a gustare le bontà del vino e dell’olio che qui si producevano. Curioso è anche l’approccio di Burchi con il mondo del vino: «Mi misi a restaurare la costruzione», racconta Carlo, «ma non avendo molto tempo libero, mi capitava di lavorare con la pioggia e con il sole; così presi una brutta polmonite. Mi ricoverarono in ospedale e il destino giocò a mio favore. Nel letto a fianco riposava un vecchietto simpatico, che mi parlava di suo figlio enologo. Quando questo venne a trovare il babbo, cominciai a interrogarlo perché volevo mettere a posto i miei filari. Lui fu molto gentile e mi diede ottimi consigli. Quel giovanotto era Giacomo Tachis, il papà del Sassicaia». Ora, in azienda, lavora con grande passione anche il figlio Alessandro, che gestisce, con la moglie Deborah, pure lo stupendo agriturismo annesso alla cantina. La fattoria conta sulla proprietà di 60 ettari, dieci dei quali vitati. Tra le varietà piantate, la fa da padrone il sangiovese, ma trovano posto alcuni filari di cabernet sauvignon utilizzato per la produzione del Podere Le Rocce. Ma i Burchi hanno piantato anche una piccola quantità di merlot e di syrah, che assieme al sangiovese concorrono alla produzione del rosso Pietro.
Le Filigare - Barberino Val d’Elsa (Firenze) - Tel. 055-8072796
Da provare
Podere Le Rocce 2001 - La conduzione enologica della cantina è affidata a Luciano Bandini. Questo vino è frutto di un taglio di sangiovese e cabernet sauvignon. Alla vista ha un colore piuttosto vivo, con sentori di confettura di more e prugne. Prezzo medio in enoteca: 35 euro
Pietro 1999 - Un blend di merlot, syrah e sangiovese regala note fruttate fini, delicate e sentori speziati al naso. Il corpo è dotato di buona polpa: ottimo l’equilibrio tra componente acida e alcol, con una persistenza lunga e un finale davvero gradevole. Prezzo medio in enoteca: 40 euro
Chianti Classico 2002 - Il sangiovese, il canaiolo e il colorino concorrono alla realizzazione di questo prodotto, che si segnala per l’ottima bevibilità e piacevolezza. Al naso è delizioso grazie a profumi di frutti di bosco, di spezie dolci, con una bella trama tannica e un finale gradevole. Prezzo medio in enoteca: 15 euro

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