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La Stampa / Specchio

Il vino ... Farigliano è uno dei comuni piemontesi dove il vitigno autoctono dolcetto dà in assoluto i risultati più interessanti. Dai suoi frutti nasce un vino che si fa apprezzare per la struttura importante, per il frutto ricco e succoso e per l’ottima bevibilità.

Gillardi vuol dire dolcetto...
All’inizio del secolo scorso molti dei nostri connazionali decisero di trasferirsi all’estero in cerca di fortuna. La famiglia Guardi, invece, fece il percorso inverso e dalla vicina Francia si installò in Langa. Decisero pertanto di perpetuare la tradizione familiare legata alla viticoltura coltivando un po’ di filari di dolcetto. E proprio da quelle viti piantate da Giacomo Gillardi, ormai ottantenni, si produce oggi il magnifico Cursalet.
Alla guida della piccola cantina - 8 ettari e 35 mila bottiglie prodotte - troviamo il dinamico Giacolino, che da poco ha rinnovato la struttura aziendale, creando spazi adatti non solo alla semplice vinificazione, ma aperti a degustazioni ed eventi che promuovono il territorio. Oltre all’autoctono dolcetto, vinificato con tecniche molto tradizionali e rispettose del terroir Giacolino ha raccolto giudizi di critica molto favorevoli con la produzione dell’Hary’s, rosso da uve syrah quasi in purezza, dalle caratteristiche organolettiche sorprendenti e dall’impostazione moderna e innovativa.

Gillardi
Farigliano (Cn)
Tel. 0173-76813
E-mail: gillardi@glliardi.it

Scheda tecnica - Cursalet 2005...
Denominazione - Dolcetto di Dogliani
Tipo di vino - Rosso fruttato
Regione di origine - Piemonte
Terreno - Argilloso e calcareo
Uve - Dolcetto
Raccolta - Terza decade di settembre
Vinificazione - In acciaio
Alcol - 13,5% vol.
Temperatura di servizio - 16-18 gradi
Resa per ettaro - 50 quintali di uva
Bottiglie prodotte - 12 mila
Maturazione - In acciaio per 10 mesi
Affinamento - 2 mesi in vetro
Colore - Rosso porpora
Profumo - Confettura di ciliegie, fragole e spezie dolci
Sapore - Fresco e beverino, con una buona struttura e ottimo finale
Prezzo in enoteca - 11 euro

L’altra etichetta - Hary’s 2005...
Il nome curioso di questo vino nasconde il vitigno di provenienza, ovvero la francese syrah. Si tratta quindi di una bottiglia dalla vocazione internazionale, ma con un’impronta comunque territoriale. Il colore è rosso rubino impenetrabile, ha profumi complessi e di grande eleganza: grafite, pepe, cannella, vaniglia e lampone. Al palato è potente, tonico, e regala una conclusione suadente. Prezzo in enoteca: 36 euro

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