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La Stampa / Speciale Vinitaly

Vinitaly, la fiera dell’Italia che piace ... Una vetrina sempre più mondiale: bianchi, rossi e bollicine restano le stelle del firmamento. Primo obiettivo, incrementare le esportazioni... Sono i numeri a dire che il Vinitaly è la più grande fiera mondiale dedicata al settore vinicolo. Oltre 95 mila metri quadrati di area espositiva che accolgono 4 mila espositori e 153 mila operatori, tra cui 47 mila visitatori esteri e duemila giornalisti accreditati. Ogni anno a Verona vanno in scena cinque giorni di grandi eventi, degustazioni tecniche, contrattazioni, conferenze, forum e seminari che affrontano i temi dell’attualità, facendo emergere le sfide e le prospettive per il futuro. Una fiera imperdibile per i produttori e gli operatori del vino, ma che da tempo ormai ha allargato la sua sfera di interesse anche all’olio extravergine con la sezione “Sol”, al cibo di qualità con “Agrifood Club” e alle tecnologie vitivinicole e olearie con “Enolitech”. Ma andiamo con ordine. I grandi padiglioni di Verona, che dal 7 all’11 aprile ospitano il Vinitaly anche questa volta hanno rapidamente registrato il sold out. La rassegna punta decisa sugli strumenti innovativi che in questi ultimi anni hanno favorito sempre di più l’incontro tra produttori e buyer, come ad esempio il “matching” online preventivo su piattaforma web riservata. La formula fieristica piace sempre di più anche all’estero, tanto che sta aumentando l’interesse a partecipare come espositori da parte dei produttori di altri Paesi, in particolare francesi. Ma l’obiettivo principale degli organizzatori è incrementare il numero di buyer provenienti da tutto il mondo. Secondo l’Ismea, infatti, i consumi domestici non hanno dato segni di ripresa nei primi sei mesi del 2010. E, anche le vendite di vino nei supermercati nazionali (secondo un’indagine di SymphonyIRI che verrà presentata a Verona) hanno risentito della contrazione dei consumi, confermando le difficoltà del mercato interno. L’export, pertanto, sembra l’unica strada che può dare impulso alle imprese nazionali: le esportazioni agroalimentari, infatti, hanno fatto registrare un aumento del 9,3% nei primi sei mesi del 2010 rispetto al medesimo periodo del 2009. E tra le migliori performance ci sono proprio quelle dei vini (+8,6%) e dell’olio di oliva (+ 13,5%). Tuttavia, il mercato interno rappresenta lo zoccolo duro del fatturato delle aziende vitivinicole. Occorre quindi chiedersi: può il Paese primo produttore vivere di solo export, con i rischi rappresentati dalle fluttuazioni monetarie e dalle agguerrite politiche di marketing e distribuzione dei competitori dei nuovi Paesi? E ancora: il gap del mercato italiano è di natura economica, culturale o è un problema di comunicazione? Quesiti a cui la 45ma edizione del Vinitaly cercherà di dare una risposta, raccogliendo le riflessioni dei più autorevoli addetti ai lavori in un fitto cartellone di convegni e seminari. Tra le novità in programma, c’è un nuovo logo sotto il quale verranno proposte le iniziative legate alla ristorazione, che vedrà coinvolti i 5.000 locali top italiani segnalati dalle principali guide. Con “Sparkling Italy”, un’area tra i padiglioni 10 e 11 sarà dedicata alle bollicine “made in Italy” in tutte le tipologie, dal metodo classico allo charmat, mentre con “Trendy oggi, Big domani” verranno nuovamente proposti i vini delle aziende emergenti selezionate da Luca Maroni, capaci di presentarsi sul mercato non solo per la qualità, ma per il rapporto interessante con il prezzo. Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, poi, il Salone del vino non poteva far mancare il suo contributo ai festeggiamenti. Lo farà con “la Bottiglia dell’Unità d’Italia”, progetto lanciato da Veronafiere nel corso della scorsa edizione nell’ambito della storica visita del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Per realizzare un vino rosso e uno bianco che siano la summa delle 20 regioni del Belpaese sono stati utilizzati quaranta vitigni autoctoni in un blend che dalla Valle d’Aosta arriva fino alla Sicilia. E se nella zona Fiera regnerà il solito caos, il vino arriverà anche nel cuore di Verona, nel palazzo della Gran Guardia di piazza Bra. Qui sarà di scena “Vinitaly For You”, il “fuorisalone” aperto a tutti gli appassionati del vino, affiancato quest’anno da una novità: il “Sol For You”, ottima occasione per conoscere e apprezzare i migliori oli d’oliva extravergine del mondo. È ormai da 17 anni che al Vinitaly si parla con successo anche di olio, grazie al Salone internazionale dell’olio extravergine di oliva “Sol”. Per chi vuole ampliare la conoscenza del cibo italiano di qualità c’è poi “Agrifood Club”, la rassegna che mette in mostra (e in degustazione) le migliori produzioni agroalimentari “made in Italy”. Infine, ecco “Enolitech”, il Salone internazionale delle tecniche per la viticoltura, l’enologia e le tecnologie olivicole e olearie: una vera e propria fiera di servizio per i molti operatori professionali - degustatori, sommelier, tecnici di cantina e frantoio - che possono trovare strumenti specializzati per la loro attività.

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