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La Stampa / Speciale Vinitaly

Anche nel mass market vince solo la qualità ... Nonostante la crisi, le vendite di etichette di fascia alta nei supermercati sono andate a gonfie vele. La nuova filosofia? Bere bene ma con moderazione, una volta ogni tanto... Anche le vendite di vino nei supermercati nel 2010 risentono della crisi ma gli appassionati non tirano la cinghia sulle bottiglie di fascia alta che mettono a segno una crescita dell’11,2% a volume e del 10,8% a valore. È quanto emerge dall’indagine realizzata da SymphonyIRI Group per Veronafiere che verrà presentata a Vinitaly. Un dato che la dice lunga su quello che sta avvenendo nel mercato: il cliente ha scelto di bere bene e con moderazione. Il vino diventa un piacere - magari non quotidiano come auspicherebbero i produttori da selezionare, un’esperienza, per usare un termine caro al mercato americano. Il dato totale delle vendite del vino confezionato (in bottiglia, da tavola e a denominazione d’origine, e vino brik) nel 2010 rispetto all’anno precedente fa segnare -0,9% a volume e + 0,4% a valore. Ma la crisi non si sente appunto per le bottiglie a denominazione di origine dai sei euro in su e crescono in generale le vendite delle bottiglie a denominazione d’origine (Doc, Docg e Igt), con +2,3% a volume e +3% a valore. Crescono, anche le vendite delle bottiglie da 0,75 l. a denominazione d’origine (Doc, Docg e Igt), che aumentano del 2,3% a volume (e del 3% a valore). Ancor più significativo l’aumento delle vendite delle bottiglie a denominazione d’origine della fascia di prezzo da 6 euro in su, che mettono a segno un + 11,2%avolume(e +10,8% a valore). La ricerca indica anche quali sono stati i vini a denominazione d’origine più acquistati dagli italiani nel 2010 nel canale della Gdo, che cattura più del 60% delle vendite totali del mercato. Chianti e Lambrusco si dividono il podio, col primo che vende di più a valore (oltre 54 milioni di euro) e il Lambrusco che vende di più a volume (oltre 14 milioni di litri). Seguono il Nero d’Avola e il Montepulciano d’Abruzzo. Per quanto riguarda i vini emergenti, cioè quelli col maggior tasso di crescita nel 2010 rispetto al 2009, al primo posto c’è il Pignoletto con +24,8%, seguito dal multi regionale Syrah (+ 18,7%) e dal siciliano Inzolia (+16%). In classifica compaiono anche le new entry Aglianico, Vernaccia, Cirò e Valpolicella. Anche le vendite nei supermercati nel 2010 risentono della contrazione dei consumi e confermano le difficoltà dell’intero mercato nazionale del vino. “I dati sulle performance del vino nella Grande Distribuzione non sono positivi - ha commentato Virgilio Romano Client Services Director di SymphonyIRI Group - possiamo parlare di una battuta di arresto rispetto alle speranze di fine 2009, ma lo scenario macroeconomico non ha aiutato. Va sottolineata, tuttavia, l’ottima performance dei vini a denominazione d’origine, specie quelli di fascia alta, a conferma della crescita registrata negli ultimi anni: gli italiani acquistano sempre più anche il prodotto di qualità nella distribuzione moderna, preferendo questo canale distributivo rispetto ad altri, e non rinunciano al piacere dell’acquisto dei vini tipici e di nicchia”.


Bottiglie da 0,75 a denominazione d’origine col miglior tasso di crescita nelle vendite a volume (litri) nella grande dstribuzione nel 2010

1. Pignoletto (Emilia Romagna) +24,8%

2. Syrah (Sicilia, Toscana, Lazio, Puglia) +18,7%

3. Inzolia (Sicilia) +16,0%

4. Chianti (Toscana) +15,6%

5. Falanghina (Campania) +10,8%

6. Aglianico (Basilicata, Campania) + 8,7%

7. Vernaccia (Toscana, Sardegna, Marche) + 8,6%

8. Cirò (Calabria) + 8,2%

9. Primitivo (Puglia) + 8,0%

10. Valpolicella + 7,9%

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