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La Stampa / Speciale Vinitaly

Buono da concorso. Ma anche naturale ... Al progetto Magis aderiscono 73 aziende di tutte le regioni con l’obiettivo di dimostrare che nettari di pregio e vigneti “green” possono andare d’accordo... Le uve coltivate secondo le indicazioni del protocollo di sostenibilità confermano che la qualità si può ottenere anche riducendo i costi e l’impatto ambientale... Al Vinitaly l’Unità d’Italia è rappresentata da bottiglie simbolo battezzate “Una”, e che contengono l’unione di 20 vini autoctoni regionali (uno per regione nella versione rosso e bianco). Ma ci sono tanti modi di celebrare il 150°: dalle colline del Piemonte a quelle del Friuli, dalla Toscana alla Puglia, fino alle terre di Sardegna e Sicilia, c’è chi si impegna per produrre in agricoltura con più attenzione all’ambiente e dare maggiore appeal alle produzioni di qualità del vino Made in Italy. Un risultato che si ottiene, non solo auspicandolo a parole, ma con la concretezza della ricerca, la tenacia della sperimentazione, mettendo in rete esperienze e risultati.
Sono finora 73 le aziende italiane ad aver aderito al progetto Magis. Una squadra speciale scesa in campo, o meglio nelle vigne, e che vede schierati piccoli produttori accanto a grandi marchi dell’enologia nella convinzione che non è la dimensione delle aziende e la collocazione geografica a renderle importanti. Magis è un termine latino che significa “di più”: una scelta di chi punta in alto così come il germoglio che cresce da un arcobaleno, divenuto il colorato logo dell’iniziativa. Il progetto promosso dall’Unione italiana Vini e dall’Università di Milano d’intesa con Assoenologi e Bayer CropScienze, con la collaborazione dell’Ispa-Cnr di Bari e dei dipartimenti di ricerca delle facoltà di Agraria di Torino e Firenze, ha già dato i primi risultati. Il prof. Attilio Scienza in un incontro a Rimini ha citato la nuova normativa europea sull’uso sostenibile degli agrofarmaci e sottolineato la sfida culturale nei confronti del consumatore alla ricerca di sempre maggiore sicurezza alimentare. “C’è un crescente interesse verso le produzioni ecocompatibili: esigenza legittima che non si risolve con visioni auliche e nostalgiche “da presepio”, ma con lo sviluppo di una viticoltura di precisione dove gli interventi sono mirati e il rispetto dell’ambiente è messo al primo posto”. Magis ha impegnato le aziende a mettere a confronto una parte di vigneti condotti secondo le indicazioni del protocollo di sostenibiità con altri condotti in maniera tradizionale-aziendale. “Abbiamo messo a punto una rete informatica in grado di monitorare i dati a sette giorni e di fornire la serie storica su un quadrante che arriva ad una precisione fino a qualche tempo fa impensabile”, ha spiegato Ivano Valmori, della Image Line, realtà che è tra i partner di Magis. Il territorio italiano è stato suddiviso in 50 mila quadrati con un lato di 2500 metri l’uno: per ognuno di questi si possono avere condizioni e previsioni meteo, temperature, umidità, venti ecc, in grado di far decidere quando e se intervenire nella difesa delle piante dagli attacchi di parassiti e funghi, potendo così ridurre i costi di trattamenti e manodopera. E la qualità dei vini? Le degustazioni e le analisi sensoriali affidate a un panel qualificato dell’Assoenologi, spiega il direttore Giuseppe Martelli, “ha promosso i vini Magis e confermato che la qualità si può ottenere anche riducendo costi e impatto ambientale”. Ora, la nuova sfida sarà comunicare tutto questo al grande pubblico rendendo visibile l’impegno Magis, che può aprirsi anche a nuove aziende. “È significativo che sia in prima fila un’azienda leader come Bayer CroScienze con il suo staff di tecnici, affiancati da ricercatori universitari, agronomi, informatici per far vivere un progetto di viticoltura sostenibile, destinato a dar forza ai primati del vino italiano di qualità”, commenta Renzo Angelini di Bayer CropScience.

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