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La Stampa / Speciale Vinitaly

Signori, si stappa ... I vini migliori non si ostentano più sugli scaffali delle cantine: oggi si bevono. Il nuovo status symbol è condividere una grande bottiglia con gli amici e con chi ne capisce... Barolo o Brunello, non sono più i giorni di custodirli gelosamente al riparo per lustri e decenni: molto meglio assaggiarli e fare un’esperienza in compagnia... Scendere in cantina, prendere da uno scaffale la bottiglia che si è conservata per anni nell’attesa dell’occasione giusta è un’emozione straordinaria. Ma quando il tappo libera finalmente il rosso - perché è raro si tratti di un bianco - tanto desiderato non è raro avere una brutta sorpresa. Forse il problema non è il vecchio sughero, magari è la qualità della cantina ma il vino non è quello dei desideri, quello tenuto da parte per l’evento speciale. La rabbia è ancora più forte in tempo di crisi. Così sembra finito il tempo in cui non era mai l’occasione giusta per aprire un Barolo o un Brunello, preziose bottiglie custodite gelosamente in cantina per anni, perché stapparle significava perdere il loro valore e non annoverarle più tra i propri “possedimenti”. La nuova filosofia è chiara: possediamo realmente un vino solo se lo abbiamo stappato, assaggiato e bevuto. Insomma, unicamente se diventa esperienza da socializzare. Un grande valore, quello della condivisione, che è sempre più raro, e che per questo diventa il più grande lusso disponibile. Una nuova tendenza di cui si parlerà a Vinitaly; Alessandro Lunardi, responsabile del mercato americano per il gruppo Frescobaldi non ha dubbi: “Le bottiglie vanno bevute. Il vero piacere è consumarle con gli amici per condividere passioni e sensazioni. Bere anche il vino più prezioso non è mai una mancanza di rispetto”. E questo piacere diventa lusso. Non quello dei caveau ma quello di un’ostentazione positiva con il vino che diventa l’occasione per sentirsi speciali facendo sentire speciali un gruppo di amici. La società contemporanea sposta il concetto di lusso dal possesso all’esperienza, e questo per il vino è una grande occasione. Se anni fa l’acquisto, il possesso, il dono di una bottiglia “importante” poteva bastare, oggi solo chi ha provato l’esperienza di un grande vino può considerarsi soddisfatto. Ecco allora che pare finita, o comunque sulla via del tramonto, la voglia di possedere cantine sterminate (che seguono più le logiche maniacali del collezionismo che quelle del sano edonismo e che portano all’insana abitudine di immobilizzare capitali), tanto per i ristoranti e le enoteche quanto per i privati. Le scelte si fanno più personali, gli appassionati seguono la loro curiosità e il loro istinto, e preferiscono stappare le bottiglie piuttosto che conservarle per vantarne il possesso. Soprattutto, preferiscono condividerle con persone che riconoscono e apprezzano il valore di ciò che hanno nel bicchiere. Ci si spoglia del possesso, in nome di un nuovo minimalismo e di una ritrovata leggerezza, conservando gelosamente il ricordo di una degustazione memorabile, piuttosto che di una bottiglia intonsa.

I 10 segreti della degustazione

1) avere la cantina giusta, temperatura costante e con pochi sbalzi tra estate e inverno. Umidità almeno al 70%

2) ogni vino ha bisogno del suo bicchiere. E bere assolutamente in un calice, mai nel bicchiere da acqua. Da bandire quelli eccessivamente stretti e piccoli che non fanno percepire i profumi.

3) la temperatura del vino deve essere giusta: spumanti sotto i 10 gradi, bianchi tra 10 e 14 a seconda del grado di alcol e della struttura (più è potente, più si deve alzare la temperatura di servizio), rosati tra i 12 e i 14, rossi tra i 14 e i 18.

4) aprire la bottiglia sempre i ora prima del consumo.

5) non avventarsi sul bicchiere appena viene servito, dargli tempo di aprirsi (almeno 10 minuti)

6) sentire prima i profumi facendo girare il bicchiere e poi degustare e assaggiare con tutta calma, le gollate non ti fanno capire ìl vino

7) quando si acquista il vino non farsi impressionare dalla bottiglia e dall’etichetta perché l’abito non sempre fa il monaco, piuttosto cercare la scritta imbottigliato all’origine

8) mai acquistare un vino che sullo scaffale costa meno di 5 euro. Non è detto che ci si debba per forza svenare, ma scendere sotto questa cifra rischia di farvi comprare un vino che o ha sfruttato i contadini che hanno coltivato l’uva o è frutto dì una scorciatoia in cantina.

9) la curiosità prima di tutto, fare sempre tante domande a chi pare saperne di più di voi (soprattutto al ristoratore e all’enotecaro che vi vendono il vino), e non vergognarsi di non sapere, perché sapere di non sapere è il primo passo per diventare un bevitore consapevole e informato.

10) non bere più di 3 bicchieri da 0,15 litri a pasto, ma mai meno di 1!

Un semplice decalogo per avere un rapporto sano con il vino ispirato dal manuale che Slowfood presenterà a Vinitaly “Il piacere del vino”.

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