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La Stampa / Tempo Libero

Un Taurasi contro un Bordeaux ... Si può paragonare un Taurasi 1988 ad uno dei migliori Bordeaux del 1975 ? Si, almeno a sentire quanto scrive il giornalista francese Therry Gontier abbagliato dai vini di Salvatore Molettieri. Chi sia questo vignaiolo avellinese di Montemarano, bisognerebbero chiederlo più negli Stati Uniti o in Giappone che in Italia. Ma tant’è, un fan genuino c’è anche a Napoli, nella vineria colta Il Cellaio di via Boerio dove ”il Principe”, al secolo Roberto Sanseverino, stravede per questi vini nature. La storia di Salvatore Molettieri è quella di un vignaiolo che ha ereditato il mestiere dai padri e ha sempre venduto le uve alle ”grandi” aziende campane. Questo fino al 1983, quando ha iniziato a produrre per sé: poi il salto nel 1995 quando il figlio Giovanni (29 anni), enologo, è subentrato in cantina. Con 11 ettari di vigneto produce all’incirca 20 mila bottiglie divise in due tipi di vini: il Taurasi ”Vigne Cinque Querce” e l’Irpinia Aglianico. Al nostro assaggio ci ha colpito subito un dato: non erano vini beautiful, nel senso di morbidi, un poco truccati, tanto da piacere a tutti i palati secondo la nouvelle vague. Anzi, li abbiamo trovati spigolosi, per certi versi, impegnativi e complessi, ma vivaddio, finalmente autentici aglianico.L’annata 99 del Taurasi e 2001 dell’Irpinia dice Molettieri - saranno di un gradino superiore, ma intanto parlano il 2000 ed il 1998. Quest’ultimo ha un colore rubino cupo ben consistente, che esprime note di ciliegie sotto spirito, mirtillo e confettura di prugna. In bocca è austero, secco, corposo, complesso nei suoi ascolti aromatici che proseguono a lungo. Un gran bel vino, da sognare con una carne di cervo o un formaggio ben stagionato, al pensiero che è viva la tradizione.

Salvatore Molettieri, Montemarano (Avellino), Tel. 0827/63424, una Bottiglia di Taurasi '98: 23 euro

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