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La Stampa / Tuttolibri

Anniversario - Il 17 luglio 2005 moriva la scrittrice Gina Lagoria ... Andar per vini in Langa di Gina Lagorio ... In in questo mese ricco di vegetazione, di colori, di odori arriva nelle Langhe che Pavese e Fenoglio hanno introdotto d’autorità nel Dominio della Letteratura, resta certamente sedotto, e talvolta conquistato per sempre, dalla bellezza del paesaggio, dalla grazia antica dei paesi, dalla maniera di vivere della gente forte e decisa e insieme disponibile con imprevedibile dolcezza alla felicità. Ma lo sconcerto, se ripensa alla fatica agra raccontata nella violenza e nella malinconia della prosa pavesiana illuminata dall’eterna luna e dai brevi falò, o agli uomini perseguitati in pace e in guerra dalla malora nelle pagine del partigiano Johnny, è la prima, sicura reazione emotiva. Langhe avare, Langhe amare, di esilio e di follia? Niente di tutto questo, ogni paese una festa, ogni sera una «mangialonga» (l’ho letto, questo azzeccato neologismo gastronomico, a La Morra), ogni giorno un rito nuovo per celebrare la gloria di Bacco cui le Langhe sono consacrate: in fatica testarda, in pazienza d’attesa e di ansie per quanto d’imponderabile è legato al cielo - siccità, pioggia, grandine - durante tre stagioni dell’anno e in corale, grassa, euforica festa di celebrazioni in autunno. Ma va detto subito che c’è Langa e Langa, le colline «chiare» intorno ad Alba, per dirla con Fenoglio, che tutti conoscono, e quelle da lui amate, magre e scure, dell’Alta Langa. Ma Settembre è il mese magico di tutte le Langhe. L’elogio di questo tempo insidioso di dolcezze gustate nell’inquietante presagio del freddo che verrà, non sarà mai scritto né ripetuto abbastanza. Chi è nato qui e chi ci arriva ne porta in cuore la nostalgia, ciascuno la sua, in privata segreta misura. E dunque, chi sa - perché queste strade le ha percorse a piedi in bicicletta in barroccio in «doma» e in automobile - dia qualche indicazione ai neofiti, consigli nati da una lunga esperienza d’amore. Per l’universo langhetto, gente, colline, poeti.

... Alla Morra, se uno si affaccia al Belvedere, capisce tutto in una volta perché le colline possono diventare un amore, una malia, un’ossessione, come il mare. L’infinito a dimensione terrestre è là spiegato agli occhi indifferenti o saputi, ma nessuno può, almeno per un attimo, non sentire che qualcosa di più c’è oltre la fatica l’utile e il vero: la bellezza è afferrabile là come uno dei mille grappoli che partecipano alla gloria del paesaggio. E che, trasformati in vino, sono esposti nella bella Cantina Comunale che si presenta così: «Dove il vino è Emozione» e ne celebra il consumo a prevenzione dell’infarto. I Comuni del comprensorio del barolo sono una dozzina, li incontriamo nel nostro viaggio verso Alba, tra dolcezze di orizzonti, svettare di torri comunali e profili di vecchi castelli sulle cime: Novello, Roddi, Grinzane Cavour, Barolo, Monforte, Serralunga, Castiglione Falletto.

... Se volete visitare tutti i paesi che ho appena nominati, sparsi sulle onde del mare di colline che è un gioco felice raggiungere seguendo le indicazioni ai cento crocicchi che si incontrano, attenzione alle tappe nelle trattorie e nelle cantine: c’è il rischio che finiate in qualche coro enoico, intorno a un tavolo, quando la sera è scesa e orizzontarsi non è più così facile. Durante la guerra partigiana, le formazioni Garibaldi, Mauri e Giustizia e Libertà si salvarono spesse volte dai Tedeschi solo invertendo i cartelli stradali. E un’altra cosa: siccome i taglierini, i brasati, i fritti misti, le pesche ripiene e i «bunet» sono ovunque serviti almeno secondo una tradizione di domestica ospitalità, fate sosta, dopo, su uno slargo ad ammirare le Alpi che si arrossano nel tramonto contro il viola delle colline, e magari schiacciate un pisolino.
... Avrete comprato qua e là delle bottiglie con cui vincere le imminenti tristezze invernali e vi stupirete forse alle molte diversità di gradazione e di gusto. Chi fa il vino è prima di tutto il vitigno, poi la qualità del terreno - tufaceo, calcareo, gessoso - poi l’esposizione al sole e infine la mano dell’uomo, che sa esercitare più o meno bene il suo meraviglioso biblico mestiere. Ma, attenzione, persino Noè ubriaco scandalizzò i figli. E perciò programmate con senno il vostro giro: le Langhe sono belle e traditore: se cala improvvisa una nebbiolina che sfuma tutto, passato e presente, distanze e curve, è meglio non aver troppo onorato Bacco e comunque, con calma, da Dogliani rientrate, per Monchiero e Narzole, ai riposi di Cherasco, della pace regina. (arretrato de La Stampa - Tuttolibri del 14 luglio 2006)

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