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La Stampa

I signori del vino al Salone di Torino: da domani a lunedì rassegna con 1200 aziende ... Tra i «signori del Barolo» quello che ha sempre disertato tutte le massime rassegne enologiche mondiali è Bruno Ceretto, ma al «Salone del Vino», che da domani a lunedì farà di LingottoFiere un polo di riferimento internazionale del settore, ci sarà. «Sono sempre stato convinto che con il vino sia necessario un rapporto diretto, che vada assaggiato in cantina con chi lo produce - spiega Ceretto - ecco perchè non ho mai partecipato a momenti espositivi. Però Torino è un´altra cosa: per chi come noi ha sempre puntato sulla valorizzazione del territorio questa occasione è in linea con la filosofia dell´azienda. Ci saranno solo buyer, specialisti, esperti ai quali sarà possibile mostrare direttamente cantine e terroir, magari portandoceli con un servizio di navette, come farò io. Una grande occasione per far conoscere a gente di tutto il mondo il Piemonte del vino». Quello di Ceretto è un punto di vista ampiamente condiviso, visto che alla sua seconda edizione il Salone del Vino di Torino ha raccolto l´adesione di quasi 1200 aziende, il 25% in più dell´anno scorso, e ai vari convegni, workshop e degustazioni si pronostica la presenza di 40.000 operatori e 800 giornalisti accreditati. «La nostra è tra le primissime regioni che hanno un posto ai massimi vertici mondiali delle produzioni vinicole d´eccellenza - ricorda il presidente dell´Enoteca del Piemonte, Pier Domenico Garrone -. E´ stato proprio il Piemonte a promuovere la costituzione dell´Enoteca d´Italia, il cui Comitato direttivo s´insedia oggi e verrà annunciato ufficialmente domani, all´inaugurazione del Salone del Vino. Un fatto di grande importanza e di valore simbolico molto forte, perché consente all´Italia di assumere la leadership in Europa con una struttura nazionale di rappresentanza sui mercati nazionali e internazionali». Ma a Torino, città della sperimentazione per eccellenza, il vino lancia anche un nuovo linguaggio di comunicazione: quello della televisione e del cinema. Questo è il progetto reso operativo con Eagle Picture che sta dando vita a film, documentari, fiction e un musical che hanno per sfondo, o di cui sono protagoniste, le più suggestive aree vinicole della terra piemontese. «Il vino è una realtà tra i 7 e gli 8 miliardi di euro per il nostro Paese - dice il presidente nazionale Confagricoltura, Augusto Bocchini -. E´ una sorta di cerniera dell´economia di molte regioni intorno alla quale gira, oltre un forte indotto, una forma di turismo che ha portato alla riscoperta di molte zone d´Italia. Quindi le iniziative sul territorio sono di un´importanza incredibile e quella del salone di Torino in particolare, visto il suo respiro assolutamente internazionale. L´Italia è in posizione di leadership mondiale nel settore, ma le posizioni di mercato vanno difese giorno per giorno. Bisogna fare sempre di più in fatto di promozione, guardando con forte attenzione ad aree che si stanno aprendo, come Cina o paesi dell´Est europeo». A restare a guardare dai vetri c´è il grande pubblico, ammesso solo per occasioni come la degustazione dei migliori 500 vini italiani organizzata da Luca Maroni per sabato, alle 18. Ma in futuro ci saranno maggiori spazi per gli appassionati? «Abbiamo fatto un patto con le aziende che ci hanno chiesto un momento assolutamente professionale - risponde il patron di LingottoFiere, Alfredo Cazzola -. E´ su questa caratteristica che si basa il salone ed il suo successo».

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