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La Stampa

Una rete turistica nel segno del vino. Zonin: scoprire l’Italia viaggiando da una cantina all’altra. L’azienda di Gambellara lancia un modello che valorizza vitivinicoltura, bellezze artistiche e del paesaggio ... Il paese è piccolo e grazioso. “Benvenuti nel cuore della terra del Grignolino”, dice il cartello che accoglie chi arriva a Portacomaro, provincia di Asti, e Gianni Zonin questo benvenuto lo ha preso alla lettera, tanto da decidere di comprare una tenuta, il Castello del Poggio (che con i suoi 158 ettari di vigneto è la più grande della regione), dotarla di stabilimento enologico e dedicarsi al culto del Grignolino. E’ questa la scommessa dell’imprenditore veneto in Piemonte: un vino che ha dato molto alla storia vitivinicola di queste terre, ma che in questi ultimi decenni si è ritrovato con meno smalto. “Abbiamo lavorato tanto, anche alla revisione dello stile del Grignolino - dice l’enologo di Casa Zonin, Franco Giacosa - e siamo convinti che possa offrire grandi soddisfazioni soprattutto per coloro che sono stanchi di vini troppo muscolosi”. Sì, perché è verissimo che la chiave del successo della grande vitivinicoltura italiana sta nei caratteri locali, ma le affermazioni generiche non bastano: bisogna scoprire e studiare concretamente quali tra questi vitigni hanno le potenzialità di dare prodotti richiesti dal mercato di oggi e di domani. Ed è proprio su queste basi che si fonda l’attività di Castello del Poggio, dove è stato avviato da alcuni anni un programma basato totalmente sulla difesa e sulla valorizzazione degli autoctoni che è equivalso ad un’iniezione di fiducia per molti produttori, soprattutto giovani, della zona. Un progetto che ha già dato ottimi risultati se si considera che oggi Gianni Zonin in Piemonte viene apprezzato anche per aver contribuito notevolmente al recupero del fascino e del prestigio di uno dei vini storici piemontesi: il Barbera. Un contributo che ha per nomi “Bunéis” e “Masarej” due produttori di razza che hanno incontrato ampio consenso sia tra i critici enologici sia tra i consumatori. “Sono convinto che si possa percorrere con successo la stessa strada anche per il Grignolino, che proprio nel 2003 festeggia il trentesimo anniversario della sua Doc, anche se resterà un vino da grandi intenditori appassionati - dice Gianni Zonin - e, seppur certi che resterà destinato ad un mercato di nicchia, qui a Castello del Poggio ne facciamo 100.000 bottiglie all’anno, il che ci rende leader assoluti in questa produzione”. Ma nei piani che riguardano Castello del Poggio c’è anche il restyling della struttura per attrezzarla all’accoglienza. “Migliorare la capacità e la qualità ricettiva è un altro punto fondamentale dei nostri progetti in tutte le nostre tenute - spiega Zonin - in quanto siamo convinti che nel rapporto diretto con i consumatori-turisti del vino ci sia una grande opportunità per la nostra vitivinicoltura e per la valorizzazione dei nostri migliori territori”. Cresce la passione per il buon bere e cresce in parallelo la passione per l’enoturismo: il numero dei viaggiatori diretto ai distretti più famosi del vino italiano aumenta in modo esponenziale. Così l’azienda Zonin (che con tutte le sue 11 tenute nell’ultima edizione di Wine Day-Cantine Aperte è risultata essere la più visitata in assoluto) propone un suo modello esportabile in tutta la realtà nazionale di settore investendo sull’accoglienza e creando una nuova figura professionale destinata ad occuparsi del ricevimento di chi vuole visitare le cantine: l’“hospitality manager”. L’incarico è toccato a Sara Baldinato, laureata in agraria e sommelier, che ha il compito di coordinare tutte le attività legate all’ospitalità nella sede storica dell’azienda a Gambellara, ma anche di organizzare le visite degli ospiti in tutte le aziende agricole Zonin, dal Veneto (Sede storica di Gambellara e Podere il Giangio) al Piemonte (Castello del Poggio) alla Sicilia (Tenuta Principi di Butera), passando per Friuli (Ca’ Bolani), Lombardia (Tenuta il Bosco), Toscana (Castello d’Abola, Abbazia Monte Oliveto, Pian del Bichi, Fattoria il Palagio) e Puglia (Masseria Conte Martini-Carissimo) comprendendo nel numero anche la tenuta di Barsbourville, nello Stato americano della Virginia. “Lo scopo - sottolinea Gianni Zonin - è promuovere una rete di aziende che valorizzi le logiche di qualità e civiltà rurale. Il vino sta infatti assumendo sempre più il ruolo di traino per lo sviluppo di un modo di viaggiare basato sull’integrazione tra risorse ambientali, bellezze paesaggistiche, arte e tradizioni enogastronomiche locali. Ecco perché le prospettive future di questo mondo si giocheranno sempre più anche nel campo del turismo”.

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