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La Stampa

In cantina - Il Vermentino nero e la Massaretta ... Nelle ultime edizioni di Vinitaly è stata la mia novità, che ricordo per quel vermentino nero assai curioso. Quest’anno, ancora, ha stupito con il Candia dei Colli Apuani 2002 (albarola e vermentino), austero ed erbaceo. Poi, quando ho riassaggiato il rosso Romaldo ’99 al Dente del Gigante di Courmayeur, ho capito che ormai non era più una novità ma una realtà. I suoi vini sono sugosi, ampi e, parlando con Aurelio Cima (35 anni), avverti la simpatica filosofia dell’opulenza che ispirava Giacomo Bologna. “In famiglia superiamo tutti il quintale: sarà per questo che ci piacciono i vini di struttura”. Aurelio ha affinato la sua sensibilità quando seguiva il padre e il nonno in quei vigneti frammentati e ripidi, a ridosso delle Apuane. Così, otto anni fa, si è ritrovato il testimone dell’azienda. Per lui, la scelta di un vino si gioca sulla piacevolezza del frutto, data anche da una maturazione apesso portata al limite. Per arrivare a questo, ha aumentato il “pannello fogliare” delle viti, così da ottenere più equilibrio tra acidità e livello zuccherino. Il miglior biglietto da visita è dunque il Montervo (merlot in purezza). Ha colore rubino intenso, è fresco e allappante insieme. Il Romalbo (da sangiovese e massaretta) colpisce invece per i sentori netti di sottobosco e di affumicato; in bocca è asciutto, tannico molto intenso. Il suo sogno, però, rimane quello di fare un “grande” vino con l’autoctona massaretta. Che è già un rosso intenso con sentori vegetali, di eccellente profondità. Cosa farà con l’uva raccolta quest’anno è una sorpresa, ma intanto non dimenticate questo nome. I suoi vini sono una goduria.

Azienda agricola Cima, Massa, Frazione Romagnano, tel. 0585/830835.

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