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La Stampa

«Il vino e la Sicilia binomio vincente». Lucio Tasca d’Almerita: così ho conquistato i mercati stranieri… “Siamo competitivi sui prezzi e sulla qualità. Negli ultimi quindici anni sono nate duecento nuove aziende, grazie anche alla bontà dei nostri prodotti. Viviamo in una terra fatata”. “In Italia c’è molta concorrenza. Esistono 650 mila etichette. Un fatto mostruoso, soprattutto in momenti di crisi. Sono in difficoltà i vini più cari, i consumatori vogliono spendere meno”.
Il Carbenet Sauvignon Tasca d’Almerita è oggi uno dei vini più apprezzati dalla critica e dal mercato. Com’è arrivato a questo risultato?
«E’ stato un mio folle esperimento degli anni Ottanta, tempi in cui il vino siciliano stentava a decollare. Ho portato in Sicilia i vitigni internazionali Carbernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot nero e Sauvignon Blanc».
Ha fatto questo perché il clima della Sicilia le sembrava idoneo?
No, nessuno lo aveva mai fatto. Mi son chiesto quali sono i vitigni migliori e ho provato. Il risultato è stato fantastico.
Dove sono situati i suoi vigneti?
Al centro della Sicilia, con una media altezza di 600 metri, lontani dall’influenza del clima marino. Si tratta di vendemmie tardive e la montagna ha effetti speciali soprattutto sui bianchi.
E il famoso Nero D’Avola?
Siamo stati i primi a farlo nel 1970.
Pensava che questo vino avrebbe avuto così tanto successo anche negli Stati Uniti?
Onestamente no. Non pensavo al mercato estero. Ma comunque questa fu una iniziativa di mio padre, che cercava nella sua testa di imitare il Chateauneuf-du-Pape, che era il suo vino preferito.
Poi che cosa è successo?
Mano a man che l’azienda è cresciuta, i nostri vini hanno avuto successo in tutto il mondo.
Raggiungere i vini piemontesi, i toscani?
Oggi la Sicilia è competitiva sui prezzi e sulla qualità. Negli ultimi 15 anni duecento aziende vinicole sono nate in Sicilia, uno sviluppo impressionante. Questo è dovuto ad una qualità buonissima. Da questo punto di vista la Sicilia è una terra fatata.
Come mai non è stato scoperto prima?
Perché fino a una ventina di anni fa si vendeva vino sfuso, che serviva a tagliare i prodotti di bassa gradazione alcolica del nord Italia e del nord Europa.
In quale paese siete più apprezzati?
In Germania, perché abbiamo una nostra organizzazione di vendita e questo agevola molto. Ora vogliamo attivare il tipo di organizzazione in tutta Europa.
Anche il vino risente del periodo di crisi?
Si, sono in crisi i vini più cari. Perché la gente vuole spendere meno. Ma più che crisi c’è sovrapproduzione.
Resisteranno solo i produttori più grandi?
Hanno maggiori possibilità: ci saranno due o tre anni difficili davanti a noi e più forti si è più si starà in piedi. Il problema è l’aumento dell’offerta. Il 2004 è stata una vendemmia molto abbondante e di buona qualità”(…).
Autore: Alain Elkann

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