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La Stampa

L’amore per i bianchi rilancia l’export. Le tendenze dei consumi nell’analisi dell’Osservatorio Promotor. Esperimento a Roma: la musica stimola a degustare meglio … Tra le strategie commerciali e d’immagine utili a rilanciare il vino, rientra pienamente la manifestazione organizzata dall’Unione nazionale produttori vitivinicoli (UnaVini) giovedì scorso all’Auditorium Cavour di Roma: degustazioni che accompagnano musica e poesia, così come avviene per le pietanze. Un rosso deciso è stato abbinato con i Carmina Burana, un bianco dolce e fruttato con il Macbeth, uno spumante secco per i versi di Baudelaire.

“Il vino non ha confini - afferma Gianluigi Biestro, presidente di UnaVini - regala emozioni al palato quando integra e accompagna un buon piatto, ma può stimolare fortemente la sfera emozionale se degustato durante una performance musicale o tra il silenzio assordante di una lettura di prosa”. Chi ha partecipato alla serata si è chiesto: “Ma il vino è veramente in crisi?”.

Apparentemente no, perché c’è stata effettivamente stata una risalita del picco negativo toccato nel primo semestre dell’anno scorso, come accerta l’analisi dell’Osservatorio Promotor del Salone del Vino (la manifestazione alla sua quinta edizione si terrà dal 27 al 30 ottobre al Lingotto di Torino). Il primo sintomo di ripresa del settore beneficia sostanzialmente di due fattori: il moderato recupero dei consumi interni e i sintomi di risveglio dell’export, con la sostituzione del principale mercato, la Germania, con quello dei paesi dell’Est. Tra il primo trimestre 2005 e il quarto trimestre 2004 hanno dato soddisfazione agli operatori vitivinicoli italiani il mercato russo (+18%), quello statunitense (+8%) e in generale i mercati dell’Est europeo (+9%). Le tendenze di mercato e di consumo indicano che c’è un riavvicinamento del “bianco” rispetto al “rosso” con un significativo incremento delle bollicine e una ripresa di attenzione per i suoi fati. Si conferma che la piramide del vino è stata ridisegnata dai consumatori. Oggi i livelli sono strutturati in quattro categorie di consumo: vini quotidiani, vini di piacevolezza, vini di ostentazione, vini da sogno. La base e il vertice - sottolinea l’analisi dell’Osservatorio del Vino - di questa nuova primarie dei consumi sembrano fuori dalla crisi, mentre i due livelli intermedi, che corrispondono ad una fascia di prezzo compresa tra i 15 e i 30 euro, sono quelli che maggiormente stentano e sul mercato interno e su quello estero. (arretrato de "La Stampa" del 12 giugno 2005)

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